3/7
2006

Un titolo divertente (post-rakija post)

Mercoledì mi sono chiuso definitivamente alle spalle la porta di Villa Gelida, che è stata la mia base operativa nel corso degli ultimi tre anni e mezzo. Ancora qualche giorno, la trafila per la riconsegna delle chiavi ed il cambio di residenza, ed avrò chiuso con quel posto sfigatissimo dove ho avuto ben poche soddisfazioni, pur essendo stato il primo buco in cui ho vissuto in modo veramente autonomo. Solitudine, tristezza e depressione, a parte qualche considerevole festa ad altissimo tasso alcolico, qualche pranzetto non male e la soddisfazione dei primi giorni.

Venerdì dev’essere successo qualcosa di notevole, perché orde di barbari sono sciamate sotto le mie finestre suonando i clacson, urlando, smarmittando con le moto. Sarebbe quasi venuto da pensare che avessimo vinto i mondiali di calcio, invece mi dicono che si trattava solo di quarti di finale. Sarebbe quasi venuto da pensare che avessimo sconfitto il Brazil, invece mi dicono che si trattava solo dell’Ucraina. Un sondaggio ha recentemente rivelato che il 58% degli ucraini non sapeva di avere una squadra nazionale di calcio. Del restante 42%, quasi tutti pensavano che la loro squadra si chiamasse CCCP. E allora mi spiegate che cazzo avete da far casino fino alle due del mattino? E se arrivano in finale che fate, incendiate le auto?

Ieri sera è riemerso dalle lande balcaniche il prode Nello, che intende farsi una settimana di vacanza al Borgo prima di tornare a fare da ambasciatore tra Mostar, Gradacac, Modrica e Banja Luka, più un altro paio di posti che non ricordo. Come notato dall’infallibile sguardo di Betty J, il ragazzo è dimagrito. Come sia potuto Nello dimagrire, è un mistero che solo lui sa. Non gli danno abbastanza cevapcici a questo ometto? E quanto ce lo fanno lavorare, che lui non ha il fisico? Ora sembra lo scheletro di Bin Laden. Ci ha raccontato molte cose interessanti della Bosnia, della Repsrpska e di tutti quegli altri staterelli lì attorno, ma il significato delle sue parole tendeva a sfumare nella rakija casalinga gentilmente importata insieme ad una stecca di Drina. Narrava il Nello, per esempio, che a Banja Luka si è trovato ospite di mille mila persone sconosciute tra le quali: una spacciatrice di ecstasy*, un fricchettone di cinquant’anni ed un tipo che inizialmente sembrava guardarlo in cagnesco (e ci credo) o perlomeno con un po’ di diffidenza (e come dargli torto), ma che poi gli fa "rollastacanna" e Nello non si sa perché non si sa percome si è trovato tre ore dopo a camminare nudo sulla tangenziale est di Banja Luka chiedendo un passaggio per Nuova Luxor. Ai poliziotti che lo hanno fermato, chiedendogli anche come mai sfoggiasse vistose bruciature a forma di sigaretta nell’incavo del braccio, il Nello ha spiegato che è una tipica usanza italiana spegnersi le sigarette nell’incavo del braccio quando si è raggiunta una certa età. Questo per dire che Nello sta mettendo a repentaglio i tradizionali rapporti di buon vicinato tra Italia e Repsrpska, e che adesso se vi fermano dei poliziotti a Banja Luka e non avete delle bruciature sul braccio, potreste passare dei guai. Grazie tante, Nello!


P.S.: Alcuni dei fatti narrati potrebbero corrispondere più alla realtà della rakija che a quella del più banale mondo sensibile.



* cfr. "Memorie di una spacciatrice di ecstasy di Banja Luka", per molto tempo nella classifica dei best-seller della repsrpska.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.