21/11
2006

Our friend the atom

Non è solo la messa in latino, il proibizionismo bigotto o il sempre più diffuso analfabetismo di ritorno. Questa sottile impressione che abbiano riavvolto il nastro fino agli anni ’50 è trasmessa anche dal ritorno nell’agenda dei media di uno degli argomenti più gettonati di quello scintillante decennio: la guerra atomica. Non l’impegnativo argomento del nucleare civile, sul quale si torna ogni volta che salta la corrente, ma quello ben più apocalittico dell’olocausto nucleare, del presidente/generale/terrorista che preme il pulsantone rosso e (puf!) un’intera città viene cancellata dalla storia, migliaia di gatti e persone muoiono e le radiazioni rendono la Terra un posto freddo e inospitale come Jesolo a Ottobre.
Fifties E’ vero, non è che l’argomento sia mai stato eliminato completamente dal nutrito bagaglio delle paure umane: penso per esempio a piccoli classici degli anni’80 come The Day After, Ken il Guerriero o Figli dell’Olocausto. Ma erano anni in cui non credevamo più in nulla, non avevamo neanche un’iPod da difendere, la guerra atomica e la riduzione del genere umano ad un’orda barbarica semicivilizzata apparivano come un’evoluzione della specie, un’opportunità di investimento. Remote, peraltro, perché la tensione della guerra fredda si stava allentando e quella fiction sull’argomento sembrava una manifestazione di sollievo per il pericolo scampato, più che un blando ammonimento.
Ora no, la possibilità di una guerra atomica di un qualche tipo torna a farsi concreta, o almeno così sembrano velatamente suggerire da più parti. La Corea sta facendo test con le proprie armi atomiche. L’Iran pare che abbia una mezza idea di volersi costruire una bombetta. In Iraq ci stavano senz’altro pensando, prima che andassimo a, uhm, portargli la democrazia. A Bin Laden di sicuro piacerebbe averne una. Il Giappone dice "Ehi, tutti ce l’hanno e noi chi siamo, i figli della serva?", mentre i servizi inglesi hanno notato che sui siti della jihad si "chiacchierava" di voler nuclearizzare niente meno che Londra. Londra, eh. Sticazzi. E’ esagerato dire che si parla di armi nucleari e di pericolo atomico un giorno sì e uno no? Queste sono domande retoriche?

Non bastava la fastidiosa ipotesi che qualche idiota facesse esplodere un aereo, un treno, un’auto, se stesso, mentre noi gironzolavamo nei paraggi. Da una cosa così uno pensa sempre di poter sopravvivere, ma da una bomba atomica? La faccenda comincia a farsi seria. Tutti abbiamo paura della bomba atomica, ce l’hanno insegnato da piccoli, per quanto in realtà sia inutile farsi prendere dal panico. Per citare il mio vecchio professore di fisica, se qualcuno dovesse sganciare una bomba atomica sulla tua testa "non è il caso di preoccuparsi". Ma che fare se ci si trovasse invece nella poco invidiabile posizione di essere sopravvissuti all’armageddon, magari perché il giocattolino è esploso qualche chilometro più in là? Come negli anni ’50 con i documentari Disney, anche oggi gli amici americani ci aiutano a non farci cogliere impreparati. Io, per esempio, mi sto allenando puntata dopo puntata con Jericho.
L’allegra compagnia di amici di Jericho
Ecco che cosa ho imparato fino ad ora:
- Il cosiddetto "fallout radioattivo" non è altro che un po’ di pioggia che dura mezz’ora e spazza via la radioattività dall’aria. Per sempre.
- Per evitare di subire effetti negativi da detto fallout (p.e. la morte) è necessario e sufficiente chiudersi in casa finché non ha finito di piovere. Meglio se in cantina.
- Se la pioggia radioattiva ti cade addosso per, diciamo, venti minuti, è sufficiente bere una mezza bottiglia di iodio (o qualcosa del genere) per tornare in forma smagliante.
- Dopo che la pioggia ha portato tutti gli ioni malvagi a terra, bisogna togliere dalla superficie dei campi 18 pollici di terreno contaminato.
- Le foglie delle pannocchie, però, sono in grado di proteggere il granturco già maturo, quindi mangiarlo è OK.
- E’ possibile che la vecchia proprietaria del supermercato si accaparri misteriosamente grosse quantità di viveri e poi le rivenda a prezzi spropositati. E’ comunque consigliabile continuare a comprare il cibo al supermercato pagandolo a peso d’oro invece che, per esempio, ammazzare la vecchia e mangiarsela.
- Due poliziotti sono più che sufficienti per mantenere l’ordine tra cinquemila abitanti.
- La tecnologia elettronica va subito a puttane (tutta!), le uniche cose che funzionano sono quelle fabbricate più o meno... esatto, negli anni Cinquanta.
- Le persone di colore sono subdole e probabilmente complottano qualcosa.
- C’è sempre un tipo figo e misterioso, tipo Johnny Depp dei poveri, che si prenderà carico di salvare la comunità.
- A meno che il tipo figo e misterioso sia tu, puoi prendertela comoda. Versati una tequila e rilassati. In fondo è solo una bomba atomica.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.