4/10
2005

Analisi in rosa delle sfighe trascorse ed in corso

Quando il cielo è così grigio (come oggi) e fa freddo e minaccia pioggia (come oggi), quando sembra che tutto vada storto (come oggi), che il lavoro ed il posto dove sto facciano schifo (questo sempre), che ogni azione si trasformi in cazzata (come oggi), che ogni cazzata si trasformi in ferita (come oggi), che ogni impegno degeneri in frustrazione ed ogni desiderio in delusione (come oggi), quando pare insomma che il bene soccomba ed il male trionfi e l’amore appassisca e la tristezza incalzi (proprio come oggi, per dire), sarebbe facile cedere allo sconforto e chiudersi in un desolato silenzio aspettando che la depressione ci cada addosso.

Ma io no, preferisco guardare agli eventi degli ultimi giorni cercando di metterne in evidenza i lati positivi. Per dimostrarvi quanto io sia avanti.

Fatto apparentemente negativo: da 6 giorni mi duole moltissimo un dente a causa di un’infiammazione, devo prendere antidolorifici ed antibiotici ed ogni volta che vado dal dentista quel fottuto sadico mi fa toccare vette di dolore neanche lontanamente immaginate in precedenza.
Lati positivi: Amormio mi ha accudito affettuosamente quando il dolore era più forte, mi ha accompagnato dalla guardia medica, è andata a prendermi le medicine quando avevo la febbre e mi ha preparato una zuppa d’orzo buonissima. Inoltre, la novalgina si è aggiunta al numero delle droghe legali in mio possesso e con questa potrò sballarmi nelle tristi sere d’inverno.

Fatto apparentemente negativo: sì, va beh, però passare il compleanno con il mal di denti è proprio una bella sfiga.
Lati positivi: per fortuna non avevo organizzato nessuna baldoria e potrò quindi rifarmi con una festa appena guarito, comunque la novalgina (sempre sia lodata) mi ha concesso abbastanza pace da poter andare ad assaggiare le buone crepes preparate da Nello con le proprie manine sante.

Fatto apparentemente negativo: ero così fuori dal mal di denti, dalla mancanza di sonno e da pensieri burrascosi che ho dimenticato dugento euro nel bancomat e sono andato via, accorgendomene solo dopo dieci minuti quando ormai i soldi erano spariti e non si sapeva se qualcuno era passato di lì ed aveva raccolto la donazione o se se li era semplicemente ingoiati la macchinetta.
Lati positivi: se li era mangiati la macchinetta e la banca me li ha restituiti, nel frattempo ho potuto meditare più a lungo su quell’acquisto che volevo fare e dedurne che no, il nuovo rasoio a sette lame con motore a quattro tempi e tecnologia bluetooth non è indispensabile come sembrava in un primo momento.

Fatto apparentemente negativo: mentre io ed Amormio stavamo facendo colazione su un prato e scambiando due chiacchiere nell’unica giornata di sole della settimana, un cacciatore disturbato dalla nostra presenza e ben nascosto nel proprio capanno accuratamente mimetizzato ci ha sparato una schioppettata intimidatoria a pochi metri di distanza. Carabinieri e guardie forestali, dopo averci fatto perdere un’ora, ci assicurano che presso i cacciatori questo è un tipico modo di salutare gli sconosciuti e siamo maleducati noi a voler mettere in discussione la cultura venatoria.
Lati positivi: innanzi tutto non ci siamo fatti nulla, eppoi abbiamo tratto alcune importanti considerazioni riguardanti la legislazione e l’etica della caccia che potranno esserci utili in futuro. Del tipo: se un cacciatore spara a due metri da me, devo chiedergli se gentilmente può risparare e beccarmi almeno un braccio, una gamba, altrimenti i carabinieri non possono intervenire. Oppure, che se loro possono spararmi a scopo intimidatorio, io posso sigillare le feritoie del fottuto capanno e riempirlo di gas nervino a titolo di rappresaglia (sì, c’è scritto nel codice penale, che credete?).

Ecco, per dirne solo alcuni. Se me ne vengono in mente altri provvederò ad aggiungerli, ma nel frattempo non dite che non sembra di leggere le parole di un lama.

(Sì, quegli animali che sputano e sorridono come PierBulus).

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.