13/2
2007

Lettere e note

Gent.le sig. Mesic, di professione Presidente della Croazia,

Le scrivo in merito all’equivoco in cui Lei, ma non per Sua colpa, è caduto in seguito alle parole del Presidente della Repubblica Italiana riguardo le foibe. Parlo di equivoco perché evidentemente il nostro Presidente non intendeva accusare genericamente di misfatti gli jugoslavi o i croati, ma i comunisti; cosa che in Italia, per tutti gli schieramenti politici, è diventata prassi comune e sport salutare. Giorgio Pinco Napolitano, il nostro Presidente, ha parlato dei fiumani e dei dalmati come di "vittime di un odio e di una furia sanguinaria", ha parlato di "disegno annessionistico slavo", ha parlato di pulizia etnica; Lei ha replicato accusandolo di razzismo, di revisionismo storico e di revanscismo politico. E’ comprensibile. Lo sappiamo tutti (io, Lei, Napolitano) che intorno alla fine della guerra gli jugoslavi hanno ammazzato italiani all’ingrosso, mica solo fascisti, così come gli italiani avevano fatto prima, nel tentativo di italianizzare e fascistizzare quelle regioni combattendo il "terrorismo" slavo che vi si opponeva*. Non si può parlare di pulizia etnica, almeno in senso lato, in un caso e nell’altro? Si può, Lei lo sa, e forse si deve. E sappiamo anche che i crimini precedenti non giustificano i crimini successivi, o almeno non si può dire, altrimenti ci tocca di ricominciare tutto daccapo dai tempi di Assiri vs. Babilonesi.
Il fatto è, Gentile Presidente, che alcuni popoli possono anche vincere la guerra, come il suo, ma poi perdono la pace. E ben si sa che la storia non è clemente con chi perde. Il Suo popolo** siede ancora dalla parte degli sconfitti mentre il mio, quello di Napolitano, siede tra i vincitori. Molti politici italiani hanno cercato di farglieLo capire, in questi giorni: se volete passare dalla nostra parte, nella strafica Europa dei ricchi, vi conviene dare un taglio alle stronzate (mi conceda il termine) ed accettare la storia così come noi abbiamo voluto che fosse scritta. Se noi abbiamo deciso che ora si può parlare delle foibe ma non dei crimini fascisti, Lei abbozzi e faccia di sì con la testa; se e quando L’accoglieremo nel nostro club, potrà forse, con estrema pazienza e cautela, chiedere una Sua personale giornata del ricordo per i crimini che avete subìto voi. Nel frattempo, continuate a far finta di cercare i vostri criminali di guerra e noi continueremo a far finta che ci interessi, mentre vi ricattiamo con la domanda di assunzione in Europa.
A questo, credo, si riferiva l’on. Casini quando Le suggeriva di andare a ripetizione dal Presidente Napolitano.

Sperando di esserle stato d’aiuto,

Lusky


* A proposito, ricorda qualcosa?
** Che a me non sta neanche particolarmente simpatico, con quella sua fissa per la bandiera a scacchi, ma non si sta discutendo dei miei gusti personali.


Quest’anno la primavera è arrivata presto. Prima dell’inverno, per dire. Domenica io ed Amoremio, complice la giornata di sole e la decisione di Pornorambo di stare male***, siamo andati sull’Altipiano a caccia di cimbri. Ne abbiamo seguito le tracce in mezzo ai boschi di abeti per decine di minuti, fino ad incontrare una parete rocciosa dove i cavernicoli avevano scarabocchiato dei segni incomprensibili. Per dire, gli antichi cimbri erano dei gran maleducati, abbiamo fatto bene a sterminarli. Se li abbiamo sterminati. Altrimenti avremmo dovuto, comunque. A meno che non sia di origine cimbra anch’io, che cazzo ne so, fate voi. Comunque è stata una giornata meravigliosa, e poi siamo andati a salutare la neve.

Ieri invece pioveva, e la gente del Borgo guidava come se non avesse mai pensato di rivedere una cosa del genere.

*** Ti penso, cucciolo. Guarisci.


Gent.le sig. Ratzinger, di professione Papa,

come mai Lei e le sue Signore in gonnella rossa mostrate tanta attenzione a quella faccenduola dei pacs, mi perdoni, ma che dico, Dico? La faccenda mi incuriosisce, per la determinazione e l’acredine che ci staTe investendo. Mi dicono che vogliaTe difendere i valori fondanti della famiglia, che sarebbe la cellula fondamentale di questa nostra fantastica società, e guai a noi se cambi. Non voglio entrare nel merito, ognuno fa il suo lavoro, siamo tutti operai nella vigna del signore e via dicendo. E non vi chiederò neanche, come pure verrebbe spontaneo, perché non Vi siate sbattuti tanto per difendere altri supposti valori del cattolicesimo, tipo la pace o l’amore fraterno o la cura per i poveri. Mai sentito il suo sottoposto Ruini strepitare affinché il parlamento italiano si schieri contro la guerra, per esempio. O, per restare in argomento, mai ma proprio mai sentita una presa di posizione delle gerarchie vaticane contro i costi esorbitanti delle cerimonie nuziali con fiori e vestiti e pranzi annessi, che pure dovrebbero essere sentiti come uno schiaffo a san francesco ed uno sputacchio nell’occhio di dio. Ma transeat, non sono un teologo.
Mi chiedo tuttavia, e Le chiedo, ma non La disgusta l’ipocrisia dell’on. Casini che afferma di agire non secondo la volontà del Vaticano, ma secondo la sua propria sensibilità di cattolico che coincide casualmente con quella del Vaticano? Non La fa orripilare la più schietta, ma pur sempre allucinante, dichiarazione del senatore Calderoli di voler "obbedire al Papa"? Che venendo da Calderoli, poi, pare una battuta di "Fantozzi alle Crociate".
E soprattutto, dove lo trovaTe tutto questo tempo per seguire la politica italiana ed interferirne con la claudicante democrazia?
AveTe finito i chierichetti?

Risentiti saluti,

Lusky

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.