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2007

T.V.T.B.C.

Questi pazzi, pazzi americani. Non contenti di aver fatto quasi (quasi) cadere il nostro prode governo a causa della loro ostinazione a voler costruire una base militare a vincenza, ora si danno da fare a voler far scoppiare la terza guerra mondiale. Era da un pezzo che ci provavano, a dire il vero; d’altra parte, finché producono armi ed uniformi e medaglie e bare a tutto spiano, da qualche parte bisognerà pur usarle, no?
Ci hanno provato con l’unione sovietica. I comunisti sono stati troppo furbi e se la sono cavata con la famosa tecnica dell’opossum, in attesa di tempi migliori.
Ci hanno provato con l’egemonia economica. Troppo lenta, e poi per fare una guerra bisognerebbe che qualcuno ci si opponga.
Ci hanno provato con l’afghanistan, l’iraq, il medio oriente. Ma chisti tengono appena le fionde, prima di farci una guerra seria si muore tutti di vecchiaia.
Ora, il colpo di genio.
Ci provano con la russia di putin, e se la va la va. Il piano è questo: 1) si piazzano un po’ di basi militari in quello che la russia considera ancora il cortile di casa e 2) si sta un po’ a vedere cosa succede. Un piano in due mosse, così semplice che persino Bush è riuscito a capirlo. In realtà, i suoi strateghi militari gliel’hanno dovuto rispiegare quattro volte.
Putin, però, non dispone di strateghi militari tanto pazienti; li aveva, forse, ma sono tutti morti in modo misterioso o scomparsi nei bassifondi di Stalingrado. Fatto sta, Putin la settimana scorsa ha letto di questo scudo spaziale, gli è venuto un po’ da sogghignare pensando a GOldrake, poi ha chiamato il proprio ministro della difesa e gli ha chiesto
"Alfred, qual è attualmente la gittata massima dei missili iraniani?"
Il ministro ha fatto un paio di telefonate e prima di rispondere, burocraticamente efficiente:
"Venticinque metri con il vento a favore e una rincorsa di otto chilometri. Se invece lo portano sulla cima della più alta montagna iraniana e lo fanno rotolare giù in direzione del confine, supponendo che non trovi ostacoli potrebbe arrivare anche a cinquanta-sessanta metri."
"Molto bene", rispose Putin, cogliendo l’incongruenza. "Come siamo messi, noi, ad armamenti?"
"Ci sessanta sottomarini atomici che galleggiano a pancia in su presso Murmansk come pesci rossi avvelenati e la mia scacciacani, signor presidente."
"Nient’altro?" si sorprese Putin.
"Beh, i missili li abbiamo venduti all’Iran. Poi, mi faccia guardare, ci sarebbero anche ottomila testate nucleari tattiche in scadenza."
"Uhm," borbottò Putin "si può fare."
Ed è così che Putin ha deciso di raccogliere il guanto di sfida americano, che è un peccato buttare via delle atomiche seminuove, mai usate.

Bush dice che la russia non è un nemico e che non c’è più la guerra fredda, però in realtà vuole isolare la russia e provocare putin per scatenare una guerra ed ucciderci tutti. Chi conosce bene Putin sa che per provocarlo basterebbe fare un commento su sua madre, senza bisogno di scomodare basi anti-missilistiche, ma del resto chi conosce bene Putin ha da tempo incontrato una morte misteriosa nei sobborghi di Grozny. Putin dice che c’è il rischio di una corsa al riarmo e che quella americana è una provocazione, ma omette il fatto che lui ci sta cascando in pieno e che in fondo in fondo non gli dispiace, perché sono già due settimane che non uccide nessuno ed ha paura di perderci la mano.

Come mai, però, Putin si è accorto solo ora di questo astuto piano americano, quando il resto della popolazione europea ne era al corrente già da mesi? Sebbene io abbia alcuni sospetti nei confronti del Nintendo Wii (è dalla sua messa in vendita, giorno più giorno meno, che Putin non si faceva sentire), non so ancora rispondere con efficacia a questa domanda.
Quello che ho scoperto, invece, è come gli stati uniti siano riusciti finalmente ad attirare la sua attenzione su questo argomento, distogliendolo dalle precedenti occupazioni, grazie alla super t.b.c. abilmente inoculata nella popolazione europea da parte dell’agente americano recentemente scoperto e rimpatriato. Un avvocato di Atlanta, dicono. Un semplice turista che casualmente se ne n’è andato a spasso per l’Europa con un virus letale. E dov’è stato questo "semplice turista" infetto?
Prima di tutto in Francia, uno dei paesi europei più odiati da Bush. Coincidenza?
Poi a Roma, dove lavora uno dei più fedeli amici di Putin al mondo. Coincidenza?
Infine è partito dall’aeroporto di Praga, proprio vicino a dove dovrebbe sorgere una delle due nuove basi americane. Coincidenza?

Io credo di no. Io credo che questo sia stato un espediente della CIA, e che siano stati scelti obbiettivi vicini alla russia per richiamare l’attenzione di Putin sulla questione delle nuove basi militari, così da indurlo a cadere nella trappola bellica americana.

Così come non credo che sia una coincidenza il fatto che, proprio mentre scrivo queste notizie, io venga a sapere che nel Triste Borgo Natio, nella scuola che ho frequentato fino a pochi lustri fa, sono stati rilevati diversi casi di t.b.c.
Si tratterebbe apparentemente della versione normale della malattia, non di quella superresistente, ed apparentemente sembrerebbe che le cause del contagio non siano imputabili ad alcun cittadino americano e che comunque tutto questo non abbia niente a che fare con me, ma ancora una volta mi chiedo:
Coincidenza?
O devo piuttosto interpretarlo come un avvertimento?

Ci hanno già provato un paio di anni fa con l’influenza aviaria, che ho schivato per un pelo, ed ora ci riprovano. Ma hanno scelto male il loro bersaglio. Io non mi farò certo spaventare dalle loro armi mediatiche o da qualche colpo di tosse sanguinosa, e continuerò a svelare i loro sordidi intrighi e le loro minacce all’umanità, dando così il mio modesto contributo alla lotta per la libertà umana, eccetera, eccetera.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.