23/10
2006

Commenta il corano, vinci una scorta

Difendiamo il diritto della Santanché di esprimere la propria opinione. Si chiama libertà d’espressione e nessuno può negarle questo diritto, anche se la Santanché ci è profondamente antipatica, anche se la Santanché è becera ed anche se la Santanché prima di parlare di libertà dovrebbe sciacquarsi la bocca con acqua e soda caustica, visti i suoi precedenti e quelli della parte politica per cui milita.
Tuttavia, difendiamo il diritto di Daniela "Dito Medio" Santanché di esprimere la propria opinione.
Pare sia andata in televisione a commentare il corano assieme ad un imam, che a questo imam non sia piaciuta la sua interpretazione del corano e che le abbia dato dell’ignorante, intimandole di astenersi dal parlare di cose che non conosce.
Non è che sia stata lanciata una fatwa, e di minacce specifiche io non ho letto da nessuna parte; più che altro mi è sembrata la classica reazione del prete idrofobo nel momento in cui qualcuno mette le mani sul suo libro sacro. Ad andare a polemizzare con un prete su un’interpretazione dei suoi testi sacri, le reazioni sono sempre quelle: sei un’ignorante, non sai di cosa stai parlando, non ti permetto di dire una cosa del genere sulla mia religione. Qualsiasi sia il testo e la religione.
Tuttavia, difendiamo il diritto della Santanché di esprimere la propria opinione.
Pare che l’oggetto del contendere fosse il velo che molte donne musulmane indossano: se sia un simbolo di libertà o di oppressione, se sia prescritto dal corano o meno. La prima questione è molto importante, non nasce ieri e non va trattata con leggerezza, la seconda francamente è un dettaglio teologico: che il corano prescriva il velo come obbligatorio, o si limiti a consigliarlo caldamente, o lo suggerisca come bonus per chi vuole dei punti-paradiso in più, è questione che lascerei a chi cerca in quel libro le istruzioni per vivere. La Santanché, riducendo entrambe le questioni a demagogia, ha torto sia quando gioca alla piccola sociologa, sia quando gioca alla piccola esegeta. Avrebbe torto anche se avesse ragione, verrebbe da dire.
Tuttavia, difendiamo il diritto di Daniela "Oriana dei poveri" Santanché di esprimere la propria opinione.
Pare che tutta questa polemica sia assolutamente pretestuosa: se considerassimo la frase "non ti permetto di dire una cosa del genere" una minaccia di morte, dovremmo come minimo garantire la scorta a tutti gli ospiti di tutti i talk show, a tutti i partecipanti di ogni reality, dove non mancano aggressioni verbali molto più violente. Se considerassimo l’attaccamento isterico alle proprie allucinazioni religiose un indicatore di terrorismo, dovremmo ingabbiare tutta Comunione & Liberazione. Insomma, non mi pare sia successo ’sto granché, se tutte le minacce dell’estremismo islamico fossero di questo tenore potremmo dormire sonni (ancora) più tranquilli.
Tuttavia, sia chiaro, difendiamo il diritto della Santanché di esprimere la propria opinione.
Non perché tutte le opinioni abbiano lo stesso valore, ma perché la libertà di parola non è esclusiva di chi ha ragione, non è esclusiva di chi è onesto, coerente e democratico: è un diritto universale di cui devono poter godere tutti, persino l’imam di segrate e la Santanché. Dobbiamo difendere il diritto di chiunque di andare in televisione a criticare un testo sacro senza cognizione di causa, a parlare di cose serie in modo populistico ed arrogante, a fare la vittima e montare polemiche, a blaterare di profeti e paradisi ed inferni, perché anche questa è la libertà di parola e non possiamo farne a meno. Anche a causa di gente come la Santanché, siamo già al giorno in cui ogni centimetro di libertà va difeso con tutte le nostre forze, ed il giorno in cui alla Santanché non sarà permesso di parlare, saremo vicini al giorno in cui qualcuno proibirà di parlare anche a noi. E allora come faremo a dire che la Santanché è una stronza fascista?

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.