28/2
2007

Stupido cavallo di pezza

Stamattina mi sono svegliato che c’era la nebbia e faceva freddo. Non capita spesso che ci sia la nebbia, al Borgo, di solito il cielo è di un grigio chiaro uniforme e c’è giusto quel sottilissimo velo di foschia di cui neanche t’accorgi. Una volta ho visto anche il cielo azzurro, dieci o quindici anni fa, ma non ne sono sicuro. Comunque, oggi pare che inverni un po’.

L’arte dello stupire con effetti specialiIeri sera ho visto con considerevole ritardo "L’arte del sogno" di Michel Gondry. Ne avevo sentito parlare molto e molto bene e devo dire che, francamente, vale la pena di essere visto. Purché abbiate un’ora e mezzo da perdere a guardare un film estremamente inutile, o proviate un sottile piacere nel rimanere delusi per avere conferma del fatto che il mondo è una merda (ci sono anche quelli, eh). Tanto per dirne una, il protagonista è uno psicopatico che soffre di allucinazioni e manie di persecuzione, paranoico e molto pericoloso, e ce lo spacciano per un romantico sognatore; la tizia, lì, la Charlotte Gainsbourg, quando se lo vede entrare in casa dovrebbe barricarsi in bagno e chiamare i carabinieri, che un matto del genere se ti ci fidanzi finisci in cronaca nera nel giro di sei mesi. E poi sì, qualche idea interessante, ma cosa c’era realmente di nuovo? Ora ovviamente ve la prenderete tutti con me che sono troppo freddo e razionale per apprezzare film del genere e blablabla e quant’è visionario ed immaginifico e che belli gli effetti speciali ed i pupazzetti di stoffa pucci pucci e blablabla e che bravi gli attori e che regia e che fotografia e che cuore di pietra che ho, ma io vi avverto: questo è il vero prequel de Il silenzio degli innocenti. L’Arte del Sogno 2 sarà con Stephane che uccide Stephanie e se la mangia, convinto di essere in uno dei suoi trip nella caverna di Bin Laden con i talebani di pezza.

Prosegue la lettura di Imperium di Kapuscinski, chi ha cominciato con me avrà già fatto il giro di Tbilisi tre volte.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.