30/9
2015

Abbasso il duce, abbasso il re

E’ passato un altro anno, un altro compleanno. Da piccolo li attendevo con trepidazione, aspettavo Settembre per tutto l’anno e poi per tutto Settembre aspettavo il trenta. Ora, non riesco a ricordare perché tanto entusiasmo. Ora, la cosa mi sembra piuttosto seccante, anche se non mi sono ancora stancato di invecchiare. Quest’anno è stato piuttosto produttivo, dall’ultimo trentasettembre ad oggi si potrebbe dire che la mia vita è cambiata. Che espressione buffa: la mia vita è cambiata. Si usa dirlo per le cose più banali come per le grandi tragedie o avventure. Prova questo nuovo telefono, ti cambierà la vita. Accetta la costruzione di questa nuova autostrada, ti cambierà la vita. Sposati, ti cambierà la vita. Muori, ti cambierà la vita. In realtà la vita continua a cambiare, e a cambiarci, anche se non facciamo niente, come gli scogli erosi lentamente dal mare. Durante l’ultimo anno, tuttavia, sono stato almeno un po’ più mobile degli scogli sul mare, ho portato a termine la prima parte di un progetto molto importante ed ora che quel progetto cammina sulle sue gambe sono pronto per dedicarmi anche a qualcos’altro. Soddisfatto, mai. Più felice, a volte. Nel complesso, credo di essere peggiorato con gli anni, ma non quanto l’ambiente che mi circonda. Cerco di ridere di più, ed ho delle buone scuse per farlo. E’ stato un buon anno. Non tutto va come vorrei che andasse, ed ho sostituito le mie allucinazioni cyberpunk con le tensioni cervicali piccoloborghesi che ho sempre disprezzato. Amo, amo moltissimo, odio con parsimonia. Dormo e bevo troppo poco, leggo troppo poco, faccio troppo poco tutte le cose che mi piacciono, e questa è la vera tragedia. Soddisfatto, mai. E di questa insoddisfazione farò il mio unico patrimonio.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.