18/1
2011

Al rogo gli erogatori di roghi!

Buongiorno, buon anno. Cominciamo bene la settimana con questa faccenda del tizio di Venezia che vorrebbe rimuovere dalle biblioteche i libri degli scrittori che hanno firmato un appello a sostegno di Cesare Battisti, in una raccolta firme di Carmilla del 2004. Chi sarebbe questo mona?, si chiederanno i miei piccoli amici, che evidentemente come me aprono i giornali una volta al mese. Beh, ve lo direi, cari ragazzi, ma il mio avvocato mi consiglia di rimandare la raccolta di querele al termine del suo praticantato, quindi cercate su gugul o accontentatevi di sapere che è un mona. Uso questo termine perché, a differenza sua, sono un democratico e voglio che capisca bene cosa intendo, quindi evito di usare parole difficili come "mentecatto" o "patetica progenie di una peripatetica", che sono i miei insulti preferiti.

Questo tizio (il mona) si è preso del nazista un po’ da tutta l’internet, si è paragonata la sua monastica idea ai roghi dei libri e d’altra parte se salti fuori dal nulla con proposte del genere il minimo che ti possa capitare è che ti scambino per Goebbels. Per farsi dare del mona da questo bloggo, però, bisogna fare qualche piccolo passo in più, e questo signore li ha fatti con l’agilità del gatto con gli stivali. Lunghi, eleganti balzi per rivendicare pubblicamente il proprio diritto ad essere riconosciuto in quanto mona:

- In primo luogo, ha ridato dignità ad una raccolta di firme di Carmilla, che pur con tutta la simpatia ormai se la leggevano solo Evangelisti e la Digos. Bravo!
- Poi restituisce smalto alle biblioteche pubbliche, che fino a tre giorni fa pareva ci andassero solo i fuoricorso ed i vecchietti e si potessero chiudere per risparmiare sull’irpef comunale mentre oggi sono tutti lì che le difendono come se fossero gli ultimi templi della cultura occidentale. Proprio bravo!
- Per non parlare di tutti quelli che in questi giorni scorrono la lista degli scrittori epurati e si chiedono per esempio "Agamben? E chi cazzé questo Agamben? ’Spetta che lo leggo così faccio un dispetto alla destra oscurantista e fassista..." Per ogni copia in meno in biblioteca, ne venderanno dieci di più in libreria. Bravissimo!
- Che poi, non si capisce la logica di togliere dalle biblioteche i libri di quelli che hanno espresso sostegno per quell’altro, quando negli scaffali vicini si possono trovare le opere di molti altri ex-terroristi, per non parlare di quelle di dittatori sanguinari di ogni sorta  e dei loro sostenitori. Cos’avrà in più Battisti per meritarsi un livore che neanche Stalin, Hitler o Bruno Vespa hanno ricevuto? Mi ha messo curiosità, davvero bravo!
- Infine, dulcis in fundo, ha scatenato una gara di solidarietà nei confronti dei sostenitori di Battisti, e quindi indirettamente nei confronti di Battisti, anche da parte di persone che per l’ex capo dei PAC provavano la più sentita indifferenza quando non ostilità e disprezzo. Niente niente, può succedere che persino Saviano cambi idea di nuovo e rifirmi l’appello. Complimentoni!

Bravo, mona. Vorrai perdonarmi se mi rivolgo a te di persona, e con insulti così lievi che neanche tua madre te li riserverebbe. Ad essere sincero, le accuse di nazismo nei tuoi confronti mi sono sembrate quanto mai affrettate e superficiali: i nazisti erano delle vere merde, teutonicamente spietati ed efficienti nei propri compiti di distruzione e di morte, se si escludono quelli che in cui si imbatteva Indiana Jones. Tu, invece? Hai ripulito la cultura italiana o almeno quella veneziana dalla vergogna filoterrorista, hai rinfocolato la riprovazione nei confronti di Battisti e dei suoi sodali, hai allontanato la minaccia bolscevica dalle italiche sponde? Macché. Tu, apparentemente con un certo impegno, sei riuscito solo a far incazzare i bibliotecari, a macchiare il tuo nome di infamia perenne e a suscitare l’indignazione di un manipolo di hipster su tumblr. E sai perché? Parché te si mona.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.