11/12
2007

Aspettando il sole, spunta l’arcobaleno

Qualche settimana non ho risparmiato critiche al nuovo simbolo del cosiddetto Partito Democratico, ma non mi aspettavo che in così poco tempo potesse essere superato in bruttezza. Invece, la scorsa settimana la Sinistra Arcobaleno ha attirato l’attenzione presentando la bozza del proprio marchio. Questo:

Sinistra Arcobaleno

Che dire?
Arcobaleno, è arcobaleno. Sinistro, c’ha un che di sinistro.
Avrebbero dovuto discuterlo in assemblea nel fine settimana, ma non sono riuscito a scoprire i risultati di quella discussione: o che hanno preferito soprassedere, o che i commenti non sono riferibili pubblicamente. Ad ogni modo, stavolta lascio le critiche a chi ha maggiore cognizione di causa, anche perché i motivi di imbarazzo non si fermano qui*. A causa di una certa leggerezza dei media sull’argomento, infatti, molti si staranno chiedendo cosa diamine sia questa Sinistra Arcobaleno: l’unica cosa che si è ben capita è che con buona pace di Ingrao la Sinistra Arcobaleno non è un partito unico ma si costituisce come federazione di partiti, almeno per il momento. I quattro che ci cadono dentro sono: i Verdi, Rifonda, quei vecchi KGB dei Comunisti Italiani e... aspetta, qual è il quarto partito? "Sinistra Democratica"...? Mussi aveva fondato un proprio partito e nessuno mi ha detto niente? Vabòn, prendiamola per buona. Quattro partiti a sinistra del PD che decidono dunque di fondare una propria alleanza. Questa sarebbe la Cosa Rossa che aspettiamo da anni, più o meno, tranne che non è una cosa ma un insieme di tante cose, non è più rossa ma arcobaleno, e si chiama infatti "Sinistra Arcobaleno".
O forse si chiama "La Sinistra l’Arcobaleno", con l’articolo come nel simbolo. Oppure "La Sinistra, l’Arcobaleno", con la virgola. O anche "La sinistra/l’arcobaleno" come nella Dichiarazione d’intenti. Insomma, l’Arcosinistra: molte buone teste, molte buone idee, molto casino. Contemporaneamente sarà anche l’unico soggetto politico che nessuno ammetterà di votare perché ci si vergogna di pronunciarne il nome.
Superando le polemiche puerili sul nome e sul simbolo**, però, la lettura della Dichiarazione d’Intenti contiene parecchi elementi di interesse e princìpi molto validi che condivido, nonostante qualche errore di battitura che fa stridere i denti alla maestrina dalla penna rossa che vive in me. Molti l’hanno giudicata troppo fumosa, troppo retorica, ed in effetti arrivato in fondo alla pagina, a quel "Venite adoremus" conclusivo, mi viene il dubbio che tanta fascinazione possa essere in parte dovuta a quel mio retroterra culturale cattolico così difficile da sradicare. Però bisogna anche considerare che è una dichiarazione d’intenti, mica un programma politico dettagliato; staremo a vedere come si evolve la Cosa (preferisco chiamarla ancora in questo modo), chi la guiderà, cosa ne pensano le basi dei singoli partiti e come i princìpi molto validi si tradurranno in proposte concrete. Dall’unione di comunisti ed ecologisti potrebbero nascere frutti molto buoni, ma staremo a vedere anche se e quanto l’alleanza sarà in grado di tenere botta alle prime dichiarazioni contraddittorie, ai primi sondaggi, alle prime battaglie di principio.
Pregasi infatti notare che, già mentre la Sinistra Baleno si fondava, un’altra scheggia si staccava da Rifondazione Comunista, non approvando lo "scolorirsi della sua soggettività nell’Arcobaleno e la perdita dei suoi riferimenti storici". In altre parole, non erano d’accordo con la decisione della nuova federazione di togliere i riferimenti al comunismo e di continuare ad appoggiare il governo Prodo. Questa scheggia si chiama Sinistra Critica e si costituisce in movimento, proponendo una "fase Costituente per una coalizione anticapitalista". Al momento mi sembrano più che altro degli antitutto che strizzano l’occhio ai movimenti e ai ggiovani, a partire dalla grafica del loro simbolo e dei loro onnipresenti volantini***, però hanno anche loro degli argomenti e li terrò d’occhio.

Sarà l’euforia natalizia, sarà che anche il fondo del barile ha un fondo, ma sembra che almeno a sinistra si muova qualcosa che non sia il solito bolo. Finalmente. Di chiacchiere e distintivi se ne sono già sentite e visti troppi per crederci fino in fondo, ma noi si continua ad aspettare il sole.




* Non che con il Partito Democratico i motivi di imbarazzo si fermassero al simbolo, che anzi è l’ultimo dei loro problemi.
** Che però costituiranno la condanna elettorale di questa federazione se qualcuno non si sbriga a cambiarli. Siamo nella società dell’immagine, cazzo.
*** Apprò, sabato 15 ci sarà una grossa manifestazione a Vincenza e sarebbe bello parteciparvicisi. Tai chi permettendo.


UPDATE: a pochi minuti dalla pubblicazione di questo post, ecco il primo colpo di scena:

logo di Sinistra Critica lattina di Chinò aranciate San Pellegrino
Il logo di Sinistra Critica, che compare per esempio sul loro sito, è quasi identico, direi speculare, a quello del Chinò San Pellegrino. Alla faccia dell’anticapitalismo, dell’antimperialismo e della lotta alle multinazionali! Ecco almeno spiegato perché ogni volta che vedo un loro volantino mi viene sete. ;-)

UPDATE dell’UPDATE: Non è solo il chinotto ad essere di sinistra. Dopo attenta consultazione di materiale informativo/commerciale, ho potuto notare come il logo di Sinistra Critica appaia su tutte le lattine e le bottiglie delle bibite San Pellegrino. Non mi è chiaro se si tratti di una manifesta sponsorizzazione (tipo la Coop per il PD, o Mediaset e la mafia per FI) o di una clamorosa svista da parte dei grafici del movimento politico. Potrebbe anche essere una precisa scelta di campo in opposizione alla Coca Cola yanqui, ma come non notare che la San Pellegrino è a sua volta proprietà della malvagia Nestlé...
A quanto pare, che i partiti siano vecchi o nuovi, non riusciamo a scollarci dalla solita politica da bar sport.

(Questa storiella idiota mi sta divertendo come un matto, non so se si nota.)

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.