20/11
2012

Caro Nichi ti scrivo

Caro Nichi,

ti scrivo, mi distraggo un po’, tutto quel genere di cose. Poiché banali ragioni di calcolo probabilistico mi inducono a pensare che tu non sia un assiduo lettore di questo bloggo, rompo il ghiaccio presentandomi brevemente: mi chiamo Lu’, sono giovane bianco laureato maschio etero e quindi appartengo a tutte le categorie privilegiate di questo Paese ma non solo, apparentemente sono anche l’unico italiano della mia generazione ad avere un lavoro a tempo indeterminato, non ti dico quale perché altrimenti mi sgamano.

Inoltre, sono un tuo sostenitore da tempo immemorabile: per darti un’idea io la prima volta che ho sentito parlare Obama ho pensato "E’ una specie di Vendola nero!" ma "una specie" nel senso che il migliore eri tu. T’avrei voluto presidente del Veneto. T’avrei voluto presidente del consiglio. Ma pure papa, se fossi stato cattolico (io, non tu, tu lo sei ma pazienza). Ti scrivevo le letterine a Natale e le spedivo al Polo Nord, dubito ti siano mai arrivate. Mi sarei buttato nel fuoco per te, avrei fatto lo sciopero della fame, avrei persino votato Veltroni per te. Fortuna che non mi hai chiesto niente di tutto questo. Negli ultimi anni, devo ammettere, questo mio entusiasmo si è un po’ affievolito: una vita di esperienza mi ha lasciato amaro e cinico, mentre tu hai cominciato a frequentare troppi salotti buoni, troppa televisione, a fare troppi discorsi che mi parevano ambigui e non mi emozionavano più.

’sta faccenda delle primarie del centrosinistro, poi. Ma cosa me ne frega a me di queste primarie del centrosinistro. In Italia, perdonerai il mio francese, va tutto a puttane ed i politici del centrosinistro passano le giornate a parlare di alleanze, sciogliere alleanze, ipotizzare alleanze, ragionando come se avessero già vinto le elezioni e l’unico problema fosse spartirsi le poltrone di ministro. E pure tu, Nichi, a questo gioco un po’ ci sei stato, anche se sei l’unico che ha continuato sempre a parlare di questioni politiche. Comunque io a queste primarie del centrosinistro fino all’altro giorno non avevo nessuna intenzione di andare a votare, ho seguito poco il finto dibattito (sulle alleanze!), mi sono perso il faccia a faccia, non ho messo i due euro nel budget spese famigliari, ecc. Francamente mi sembravate una manica di dementi, con rispetto parlando.

Poi per sbaglio ti ho visto l’altro giorno dall’Annunziata, e m’hai riconquistato il cuore, Nichi. Questa cosa di cambiare il vocabolario, di smetterla di inseguire la destra sul suo linguaggio, di rimettere al centro del dibattito politico il lavoro, i diritti civili, spodestando la tirannia della finanza, non è stata una rivelazione, Nichi: era quello che pensavo anch’io. T’accusano di essere contorto e retorico, ma quello che volevi dire Domenica a me è arrivato chiaro e limpido. E mi hai di nuovo emozionato. La rivelazione vera è stata capire che non credo più in te.

Vedi vedi vedi caro Nichi, quel che ti scrivo e ti dico: non faccio un atto di fede nei tuoi confronti, non vedo più in te né il salvatore della patria né il salvatore della sinistra. Non credo in te. Non credo nelle tue idee. Credo nelle mie idee, e a quanto pare coincidono in gran parte con le tue, quindi in questo momento sei il politico più adatto a rappresentarmi. Apro una parentesi: lo so che la democrazia rappresentativa borghese è una farsa per tenere il popolo sottomesso dandogli l’apparenza del cambiamento, ma d’altra parte questo è il sistema politico in cui viviamo, o ci si dedica alla lotta armata ed io francamente non mi sento tanto all’altezza o si rinuncia all’idea astratta dell’eroe politico perfetto e si va a votare per il candidato che si avvicina di più alle proprie idee sperando che un pochino le metta in pratica, stare seduti sul proprio culo a lamentarsi vagheggiando realtà ideali oltre a fare ingrassare non serve un cazzo. Io non credo che se tu vinci poi cambierai l’Italia, credo che se tu vinci l’Italia avrà già dimostrato di essere in grado di cambiare da sola.

In sintesi, caro Nichi Vendola, anche se so che non sei perfetto, che c’hai la deriva populista e le borse sotto gli occhi, che sbaglierai e che in parte mi deluderai e ci resterò male ed un giorno imprecherò pure contro di te guardando il telegiornale, credo che domenica alzerò il culo dal divano, piglierò due euro sottraendoli dal fondo per l’università del mio gatto e bestemmiando gli stramorti del piddì andrò a votare alle primarie del centrosinistro, che Marx ed Engels mi perdonino, e voterò per te. Non c’ho niente contro Bersani, politica a parte mi sembra uno a posto, e non c’ho niente neanche contro Renzi, ma se avessi voluto votare per un giovane lampadato arrivista di centrodestra le occasioni non mi sarebbero mancate negli anni, e non c’ho niente neanche contro gli altri due, ma in questo momento sono solo gli altri due ed io non spendo due euro per fare colore, mica cadono dagli alberi. Voto te perché spero che tu vinca e sia il candidato del centrosinistro, un po’ meno centro e un po’ più sinistra, alle prossime elezioni e che tu vinca pure quelle e diventi presidente del consiglio e metti in pratica qualcuna delle mie idee che per coincidenza c’hai anche tu, realtà permettendo. E come me ti voterà pure Amormio, credo, e pure mia madre che c’ha la quinta elementare ma hai convinto pure lei, alla faccia di chi ti vuole il candidato hipster, spero anche mio zio che è un vecchio compagno (non che sia vecchio) ed ha tutta la mia stima.

Sorprendiamoli, Nichi. Facciamo le cose fatte bene.

Tuo affezionato,

Lu



P.S.: Scusa se mi sono dilungato, come ben sai non tutti hanno il dono della sintesi.

P.P.S.: Quella cosa che hai detto su D’Alema, lo "straordinario ministro degli esteri" e via dicendo, si vedeva ad inizio trasmissione che avevi un tic strano al lato della bocca, dillo che t’aveva rapito il cane e lo torturava, la gente che conosce D’Alema certe cose le capisce.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.