19/11
2008

Che fretta c’era

Pare che finalmente l’inverno sia arrivato. O l’autunno, o quel che è: freddo, buio, bolletta del gas, parabrezza ghiacciato. Se le scimmie si sono evolute in Africa ci sarà un perché. Mica sceme, le scimmie. Noi sì.

[HATE MODE ON]
Assistere ad un dibattito televisivo tra Capezzone e Travaglio è stato agghiacciante. Per mezz’ora il giovane sgherro di casa Berlusconi ha urlato, mentito, insultato ("Berlusconi e Vileda erano entrambi iscritti alla P2." "E tu sei un P-Coglione!") impendendo di fatto all’antipatico giornalista di parlare. Ha avuto persino la faccia tosta di rispolverare l’ipotesi che la vittoria di Prodi alle elezioni del 2006 fosse un po’ losca, quelle stesse elezioni nelle quali (la mancanza di dio mi perdoni) lui stesso era stato eletto nella coalizione di centrosinistro. Probabilmente ora che Capezzone è diventato un così fedele suddito di Sua Maestà ed un così abile interprete delle sue stategie comunicative non ce lo toglieremo più dalle palle vita natural durante, anche considerando che la politica italiana è da sempre l’habitat ideale per simili forme di vita parassitarie. Ce lo siamo anche meritati, in fondo. Se non possiamo più fermare lui, però, concedetemi un appello: potrebbe non essere tardi per arrestare almeno il suo parrucchiere.

(Daniele Capezzone ha una faccia che, se non fossi contrario alla violenza, verrebbe da prenderla tra le nude mani e rimodellarla in sembianze umane. Se non fossi contrario alla violenza, e se mi capitasse di incontrarlo in un vicolo buio senza telecamere e guardie del corpo, e soprattutto se non fossi contrario alla violenza.)

E’ stata anche l’unica volta in cui ho visto Travaglio e un altro in una stanza, ed alla fine della discussione l’odioso sorrisino sarcastico di vittoria non era sulle labbra di Travaglio. Non mi ha fatto piacere come pensavo che mi avrebbe fatto.

(Comunque la faccia di Capezzone sembra una calamita per gli schiaffi. Dovrebbero farci un videogioco.)
[HATE MODE OFF]

Ho sonnissimo. Ora che dappertutto si parla di Gipi e di quant’è bravo e di che orecchie grandi ha e La Mia Vita Disegnata Male mi verrebbe quasi da non parlarne più, di dire che ’nsomma, così così. Ma non è vero. E’ meraviglioso. Si merita tutto il successo che ha, ed anche di più. Però poi si sa che il successo ai nostri autori maledetti fa male, che li preferiamo poveri e disadattati e incazzati, così fanno storie più belle per i nostri insaziabili appetiti. E’ un paradosso. Vogliamo che i nostri eroi soffrano, nel calduccio insignificante delle nostre casette borghesi. Ora ci starebbe bene una bella citazione da LMVDM, ma le più belle ve le siete già prese quasi tutte. Per fortuna mi pare sia stata finora ignorata la mia preferita:

"Sfrush."
(Gipi, La Mia Vita Disegnata Male, Coconino Press, 2008)

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.