7/10
2009

Chissā dietro che succede

Così oggi decidono della costituzionalità del Lodo Alfano. O cominciano a decidere, poi si interrompono, poi vanno in ferie, poi riprendono, poi è halloween e devono preparare i costumi per i bimbi (anche i giudici sono uomini), poi ne parlano ancora un po’, poi è natale, poi hanno mangiato troppo e non stanno bene, poi uno muore e bisogna sostituirlo, poi si riuniscono ed infine decidono. Nel frattempo ci sarà la faccia di Berlusconi sulle banconote da un Silviodollaro, ma pazienza.
Il punto è, su cosa devono decidere? Oggi c’è una legge che stabilisce che i processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato sono sospesi fino al termine del mandato, così da permettere loro di svolgere serenamente i propri piani criminosi senza timore di essere interrotti da qualche giudice. La legge è già in vigore, approvata firmata e tutto, ma dato che nella Costituzione c’è scritto che tutti sono uguali davanti alla legge e questa legge sembrerebbe invece dire che non tutti sono uguali, alcune persone hanno osservato che questa legge sarebbe incostituzionale e pertanto andrebbe mandata a pascolare le vacche. Ve l’ho riassunta in breve, nel caso aveste passato gli ultimi mesi in una caverna afghana.
Pertanto, se i giudici della corte costituzionale facessero il proprio dovere, questa legge dovrebbe essere annullata e le quattro più alte (in senso metaforico, eh) cariche dello Stato potrebbero tornare ad essere processate. Nessuna rivoluzione, tutto tornerebbe come prima. Se state pensando a Berlusconi, che fatalità è l’unica delle quattro cariche in questione ad avere procedimenti penali in corso, non datevi troppa pena: semplicemente continuerebbe ad ignorare i processi come ha fatto finora, a promulgarsi leggi per estinguersi i reati, a mandare avanti i propri scherani per allungare il brodo fino alla prescrizione, a non dare le dimissioni da nessuna carica in quanto totalmente privo di rispetto per le istituzioni (o per il resto). Tutto tornerebbe come prima, solo che non ci sarebbe scritto da nessuna parte che alcuni cittadini sono temporaneamente al di sopra delle leggi. E’ importante che non sia scritto. Anzi, è fondamentale che sia scritto il contrario, che in Italia siamo tutti uguali di fronte alla legge: il Presidente e l’operaio, il prete e il paragnosta, il ricco, il superricco ed il senzatetto, l’immigrato ed il senatore, il tossico ed il carabiniere, il cugino dell’assessore ed il lattaio, l’impiegato comunale ed il vigile urbano, il manager e l’imbianchino, mia nonna e Berlusconi, il cassintegrato e Tanzi, il paziente psichiatrico e Maurizio Costanzo. Tutti uguali davanti alla legge. C’è scritto così nella Costituzione, eh, non sto mica inventando. Tutti uguali davanti alla legge. Com’era prima, come è sempre stato. Non ci avevate fatto caso?

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.