15/9
2009

Come fa uno a star tranquillo

Dovete sapere* che da qualche tempo io et Amormio siamo perseguitati da una moderata ma costante dose di sfiga. Non di quelle sfighe eclatanti tipo nascere a Bergamo o avere un figlio emo, ma di quelle piccole, fastidiose ed estenuanti, tipo Gremlins. Eppure mi avevano assicurato che orinare in quel cimitero indiano abbandonato era del tutto sicuro. Ora potrei stare qui per ore ad elencarvi tutte le sfighe che ci sono successe, o anche per minuti interi, ma dato che siete rimasti in due vi faccio la grazia e passo oltre. Nel caso vi fosse rimasta la curiosità, il film Poltergeist è sempre lì.

Stremati da una settimana di duro lavoro e soprattutto abbattuti dalla morte intempestiva di Mike Bongiorno, che io personalmente consideravo un po’ come mio nonno (morto e rincoglionito, non in quest’ordine), anche questo fine settimana abbiamo raccattato la roulotte e siamo partiti. Tra l’altro pure Caravan il fumetto mi piace molto, anche se finora è solo gente che se ne va in giro per il deserto senza fare una fava. Ah, che vita. Comunque, siamo partiti senza una meta, in direzione nord/nord-ovest. A dire il vero eravamo d’accordo con della gente per andare al lago di Gardaland, che sta a sud/sud-est, ma il tempo era infido ed io non avevo nessuna voglia di starmene chiuso in roulotte a guardare il lago farsi i cazzi propri mentre pioveva, perciò abbiamo brasato l’unica possibile meta che ci era venuta in mente e siamo partiti senza meta.
Svoltato a sinistra dopo Bassano ed imboccata la Valsugana, ci siamo fermati dalle parti di Arsiè per mangiare un panino in serenità, solo perché ci era parso di capire che da quelle parti potesse esserci un’area di sosta gratuita. Non c’era, e se c’era non l’abbiamo trovata. Non l’abbiamo neanche cercata tanto, a dire la verità, che l’importante era starsene seduti lì a mangiare un panino guardando un laghetto tetro senza pensare un momento alle malore della vita. Siamo ripartiti fiduciosi.
Inconsapevoli che, come dice Kassovitz, il problema non è nell’arrivare ad Arsiè, ma nel ripartire da Arsiè.
Il tempo di fare 500 metri, infatti, e ci si buca una gomma dell’auto. Non una gomma qualsiasi (no, troppo facile una gomma qualsiasi): la stessa gomma che si era bucata tre settimane fa in Istria. Del resto, anch’io ho bestemmiato la stessa Madonna, quindi la cosa è coerente. E non solo (non solo!), ma cambiando la gomma uno di noi due (sospetto lei) ha stretto male uno dei dadi, con il risultato che poi quando il meccanico ha dovuto svitarlo si è rotto il relativo perno. Ah ah, le grasse risate! E infine, durante tutta l’operazione di cambio-ruota, Amormio ha lasciato gli occhiali da sole appoggiati sul cofano, e non ce ne siamo ricordati prima di ripartire, e chissà dove sono adesso! Da pazzi, veramente. E non vi dico che mi sono anche ferito un piede saltando come un Dick Dastardly idrofobo sulla chiave svitadadi la quale, si sa, è un attrezzo standard che vi trovate nel portabagagli dell’auto e magari pensate che ve lo abbia regalato la Volvo o chessò io, la Fiat, la Citroen, ma in realtà è un omaggio della Xanax. Un omaggio interessato.

In men che non si dica, dunque, mangiamo questo panino di fronte al lago, e ce ne ripartiamo (buchiamocambiamogommaandiamodalmeccanicocerchiamoocchiali) verso uno di quei luoghi leggendari di cui parlano le leggende venete: Fiera di Primiero. Sfortunatamente la città era chiusa, per cui non siamo riusciti a scoprire se tutto ciò che si narra sul suo conto sia vero, ma ci siamo accampati in un campeggio poco lontano e da lì abbiamo girovagato un po’ nei dintorni, più che altro studiando la zona per prossime incursioni, ammirando la sticazzosità delle dolomiti incombenti e riconquistandoci la serenità perduta. A me c’è da dire che da una decina di giorni a questa parte, esattamente da quando sono riuscito a fare la strada delle gallerie senza sputare un polmone come temevo, improvvisamente per la prima volta in vita le montagne cominciano a starmi un po’ simpatiche, con i loro stupidi sassi puntati contro il cielo e quelle mucche crude che cagano ovunque. E quindi, ovviamente, adesso comincia l’autunno ed il freddo ed i sentieri scivolosi. Tzè.

(Abbiamo fatto delle foto, e vi prometto che le pubblicherò qui o su flickr, e vi prometto che stavolta manterrò la promessa, non come tutte quelle volte che l’ho promesso e poi non l’ho fatto, questa volta lo prometto e lo faccio. Forse entro le olimpiadi.)

Poi torniamo a casa, belli sereni, riposati, con gli occhi pieni di montagne e cacca di mucca e subito ci muoiono "ha scritto un libro da cui hanno tratto un film con Johnny Depp" Jim Carroll e "l’eroe di Alba Rossa" Patrick Swayze. Così, in una botta sola.





* e soprattutto volete sapere.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.