21/12
2015

Come funziona la Forza

Dimostrando sommo disprezzo per il freddo, il sonno e l’età che portiamo, sabato sera io e l’amico Pornorambo siamo usciti dai rispettivi relitti di AT-AT che utilizziamo come abituale dimora per andare in un romantico cinemino di periferia a vederci l’ultimo prodotto dell’industria di intrattenimento amereggana. Per puro caso ci siamo orientati su Star Uors: De fors ewekins. Le nostre aspettative, su una scala da 1 a 10, si ponevano più o meno a livello "Secchio di escrementi di Bantha" che si pone tra "Jar Jar Binks" e 1. Tempo cinque minuti non solo ci eravamo ricreduti, ma eravamo lì con la bavetta alla bocca. E’ bello, eh. Il migliore remake dell’originale che potessero fare, divertentone e appassionante, nonché la dimostrazione che si può ancora mettere mano al marchio Star Uors senza andare per forza a pescare nella sabbietta dei Bantha. Per questo ho deciso di raccontarvelo un po’ a grandi linee, come ai bei tempi.

Seguiranno spoiler. Tantissimi spoiler. Una galassia di spoiler. Se non sapete cos’è uno spoiler proseguite pure con la lettura, si tratta di un grazioso roditore nordamericano che non ha nulla a che vedere con i nostri amici Jedi. In caso contrario, vi lascio tre puntini di sospensione verticali per svignarvela.

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I titoli di testa ci informano con Liuk Skaiwokke che è scomparso e tutti lo cercano, un po’ perché è l’ultimo cavaliere Jedi in circolazione e un po’ perché spettava a lui pagare sessant’anni di affitto e bollette arretrate del tempio Jedi su Coruscant, e nessuno si era ricordato di spegnere il riscaldamento. Dove sia andato, nessuno lo sa, neppure il suo fido astrodroide R2-D2 che se ne sta in un angolino a prendere polvere nel quartiere generale della Resistenza, perché evidentemente hanno un sacco di spazio superfluo in quel posto. Il film comincia sul pianeta Jakku, un luogo deserto ed inospitale come il cervello di Salvini, dove un pilota della Resistenza di nome Boh riesce ad ottenere un prezioso indizio per localizzare Liuk. Tanto per cambiare, però, Boh viene subito catturato dalle truppe dell’Impero 2.0 guidate da Kylocal, un fanboy di Darth Vader con serissimi problemi di gestione della rabbia, che stermina anche il suo misterioso contatto, tutti gli abitanti del villaggio, quelli del villaggio vicino e gli animali migratori che passavano di lì, giusto per far capire a tutti quanto sia profonda la propria malvagità. Per fortuna Boh ha un guizzo di genio ed originalità e prima di essere preso mette al sicuro le informazioni in suo possesso affidandole al proprio astrodroide da compagnia, una palla rotante che per motivi non del tutto chiari faceva sempre ridere tutto il cinema tranne me. Mentre Kylocal tortura Boh con gusto e professionalità, il droide palla se ne rotola in giro per il deserto fino a quando si imbatte in Rey, una ragazza che vive da sola e tira a campare smontando rottami di astronave e vendendoli in cambio di mezza porzione di pane verde ammuffito liofilizzato (o due porzioni di pane senza muffa, che però è meno saporito e nutriente). Rey è giovane, bella e sa fare tutto, monta e smonta astronavi, monta e smonta gente a bastonate, guida le astronavi, parla con i droidi in droidese, insomma è la tipica ragazza cresciuta da sola nel deserto in un mondo ostile. Nel frattempo, Boh riesce a scappare dalle grinfie di Kylocal grazie all’aiuto di FN-2187, uno stormtropper che alla sua prima battaglia si ritrova con una bella macchia sulla divisa imperiale (due macchie se contiamo quella di sangue sul casco...). Lo scopo di FN-2187 è semplicemente disertare, cambiarsi le mutande e tornare a casa per chiedere ai genitori perché diavolo l’abbiano battezzato come la vecchia panda di zia Adelina. Boh, invece, lo convince a risolvere il problema cambiando il nome in Findus ed a tornare su Jakku per riprendersi il droide, trovare Liuk, salvare la galassia e tutto quel genere di cose. Su Jakku, non ci vuole molto perché Findus in effetti si incontri e si scontri con Rey ed il droide, ma l’atmosfera si fa improvvisamente calda a causa di un bombardamento a tappeto dei caccia imperiali. Una settimana difficile, per gli onesti abitanti di Jakku. Findus e Rey decidono di fuggire sul primo pezzo di ferraglia che trovano casualmente parcheggiato nel deserto con il portellone aperto e le chiavi nel cruscotto, che guarda caso è il Millenium Falcon. Dopo un inseguimento mozzafiato, i due riescono a seminare gli inseguitori e lasciare il pianeta, ma vengono immediatamente catturati da Han Solo e Ciubecca che stavano casualmente passando da quelle parti. Se a questo punto cominciate ad avere l’impressione che in questo film avvengano veramente troppi incontri casuali, vi ricordo che ad un certo punto, nel vostro film preferito della saga, un certo Liuk Skaiwokke atterra in un punto a caso di un pianeta grandissimo e si ritrova proprio di fronte alla capanna del pupazzo verde che stava cercando. In altre parole, è la Forza - ed è esattamente in questo modo che funziona.

Han Solo fa presto amicizia con i due giovani scavezzacollo e li prende sotto la propria protezione, mentre con il Millenium Falcon fanno rotta verso un pianeta che pare il Guatemala dove una sua amica gestisce un bar, perché come diciamo da queste parti in caso di dubbio o di pericolo è sempre meglio andarsi a bere un bicchiere prima di ragionare. L’amica di Han, il cui nome francamente non ho capito e non mi interessa, è una tartarughina carinissima che sembra figlia di Yoda e Squirtle dei Pokemon, blatera delizioso nonsense sulla Forza e non combina molto altro. A questo punto Findus, frustrato nelle sue speranze di fidanzarsi subito con Rey e ritirarsi a vivere in campagna con molti figli, droidi ed animali, decide di levare le tende ed andare sull’Orlo Esterno a fare non si sa bene cosa, visto che letteralmente le uniche cose che sa fare nella vita è pulire cessi e sparare alla gente. Lo stress si fa sentire anche per Rey, che inizia a sentire le voci, scende nella cantina del bar e trova in una cassettina di legno nientepopodimeno che la spada laser originale di Liuk Skaiwokke, già di suo padre prima di lui, che come certo ricorderete era stata tagliata insieme al resto del suo braccio nel corso della più commovente puntata di "Carramba che sorpresa!" degli anni Ottanta. Come sia finita nelle mani della Tartaruga, non si sa. Perché fosse in una cassetta di legno aperta, in una stanza senza porta, peggio custodita di una bottiglia di Jagermaister già aperta, non si sa. Appena la tocca, però, Rey soffre di una serie di allucinazioni spaventose come peraltro chiunque abbia mai bevuto Jagermaister in un bar guatemalteco e reagisce saggiamente fuggendo da sola nella foresta. In quel momento, tanto per cambiare, l’impero colpisce ancora e butta giù a laserate il bar con tutti gli avventori dentro. Della Tartarughina e dei suoi clienti, compresa una deliziosa ed originalissima orchestrina aliena, da questo momento in poi non si saprà più nulla. Findus torna velocemente sui propri passi e si ricongiunge con Han Solo, ma non riescono a salvare Rey che dopo un breve ed impari scontro viene catturato dal malvagio Kylocal. Qui c’è il toccante momento dell’incontro tra Han e la principessa il generale Leia, che s’erano lasciati tempo prima. Roba commovente, se vi piace la geriatria.

(Da apprezzare che quando Kylocal scopre che tra i ribelli che sta inseguendo c’è anche una ragazza, il temibile Sith reagisce con la compostezza tipica di uno studente di ingegneria al primo anno di università. Oh, ma clonarsi qualche ragazza nelle truppe imperiali?)

L’Impero 2.0, che ora è guidato da un gigantesco ologramma di Voldemort, sperimenta intanto la sua nuova superarma. Si tratta di un intero pianeta attrezzato come una gigantesca Morte Nera, solo che stavolta può distruggere interi sistemi solari a tipo un miliardo di miliardi di chilometri di distanza e funziona interamente ad energia solare, perché l’Impero sarà anche un malvagio regime di morte ma almeno ci tiene al rispetto dell’ambiente. Con il primo colpo, fanno saltare il pianeta dove ha sede il Senato galattico, una mossa terribilmente populista che attira subito le simpatie della fascia debole dell’elettorato e di cui in tutta franchezza nessuno si duole eccessivamente per il resto del film. Con il secondo colpo, invece, vorrebbero far fuori la principessa Leia e quindi la cosa inizia a farsi preoccupante, per cui i ribelli decidono di affidare una missione di salvataggio e sabotaggio ai propri uomini migliori: Han, Ciube e Findus ovvero un vecchio di settant’anni, un tappeto ambulante di età indefinita ed un disertore in fregola. Io ora non vorrei spacciarmi per un esperto militare, ma credo che al posto loro comincerei ad addestrare delle truppe d’assalto per questo genere di evenienze, visto anche che si presentano piuttosto spesso. Nel frattempo, tra Rey e Kylocal iniziano i primi bisticci su quale sia il lato più forte della Forza. In un momento di grande pathos il cattivissimo Kylocal, comandante delle truppe imperiali, si toglie lo spaventoso casco nero e con nostra grande sorpresa veniamo a sapere che si tratta soltanto di un adolescente brufoloso con il naso grosso quanto i suoi problemi di autostima. Inoltre, è figlio di Han Solo e della principessa Leia, ha tradito Liuk e ha una vocina, una vocina che la Forza lo perdoni. Rey lo percula tantissimo per tutto ciò e lui se ne scappa a piagnucolare da Lord Voldemort, mentre la ragazza in quattro e quattr’otto riesce a liberarsi. La reazione di Kylocal quando viene a saperlo è sicuramente uno dei momenti più simpatici della saga, persino meglio di quella volta che Jar Jar ha pestato - ohohohohoh non fatemici ripensare - quella caccona su Tatooine. Che poi non si capisce perché in questo film tutti i personaggi debbano essere dei ragazzini, passi per Rey, passi per Findus, ma Kylocal? E il comandante della base imperiale? L’intera maledetta plancia di comando della base è operata da ragazzini con la voce stridula, tutti insieme non arrivano all’età del Gran Moff Tarkin.

Qui inizia la strepitosa sequenza finale, che vede da un lato Han Solo e Findus infiltrarsi nella base nemica, disattivare i cazzabubboli e ritrovare Rey, dall’altra i caccia della Resistenza cercare di distruggere il quisillis che impedisce alla superarma di esplodersi da sola. Mentre i nostri eroi piazzano bombine dappertutto, Han Solo vede passare Kylocal e decide di fare il buon padre di famiglia e provare a riportarlo presso il Lato Chiaro della Forza. Pessima idea. Commovente il suo discorso del tipo "Torna a casa, Ben." (Pare che il vero nome di Kylocal sia Ben, oppure Han Solo è veramente un pessimo padre.)

"Torna a casa, Ben."
"No, il figlio che conoscevi è morto, tu mi hai abbandonato, tutti i soliti cliché."
"Torna a casa, oggi è giovedì, tua madre ha fatto gli gnocchi con il ragù."
"Scherzi? Pensavo fosse mercoledì. Mi cambio e arrivo."

Ma a quel punto, con orrore di tutte le casalinghe di mezz’età e di Pornorambo, Kylocal cambia idea e con abile mossa trafigge Han Solo uccidendolo con la spada laser, lasciandoci con il dubbio che Leia cucini veramente male o, come tutti sospettano, che il Lato Oscuro sia intrisecamente vegano. Anche Rey e Findus ci rimangono veramente male, fanno esplodere in fretta la base dell’Impero e cominciano a prendere a mazzate Kylocal in mezzo al bosco innevato, tagliando con la spada laser un sacco di alberi perché in fondo si è capito che a loro no, dell’ambiente non intressa proprio niente. L’entusiasmo, però, non è tutto quando si combatte contro il Lato Oscuro ed il povero Findus, che brandisce la spada laser come una specie di mazza da baseball luccicante, viene rapidamente messo al tappeto. Rey invece fa appello a tutta la sua conoscenza della Forza (che a questo punto della saga è teoricamente pari a una pacca sulle spalle da parte della Tartarughina, ma vabbeh) e dopo un epico combattimento riesce a sconfiggere Kylocal e a fuggire.

Ritornati al covo della Resistenza, per un motivo apparentemente inspiegabile R2-D2 decide infine di rivelare a sua volta di avere un pezzo della mappa per ritrovare Liuk, che combinato con le informazioni del droide palla mostra finalmente l’ubicazione del nascondiglio del vecchio cavaliere Jedi: la Sardegna. Nessuno gliel’aveva mai chiesto al droide? Aspettava che morisse Han Solo? Sapeva che stava per finire il film? Mistero. Ancora una volta, comunque, i ribelli non trovano altri da mandare se non Rey, perché a chi affidare la conclusione di una missione importantissima in corso da anni se non alla stagista appena assunta? Mi pare una scelta ovvia. Commovente l’incontro finale tra Liuk, con la panza, le occhiaie e l’espressione di un barbone in crisi depressiva, e la giovane promessa del Lato Chiaro. Il Jedi sembra uno che si è ritirato su un’isola deserta con uno scatolone pieno di sigarette ma si è dimenticato i fiammiferi. Quando lei, senza dire una parola, gli porge la vecchia spada laser...

...niente, parte la sigla e ce ne restiamo appesi all’amo in attesa del prossimo episodio, con il rigagnolo di bava che ormai aveva formato una pozzanghera sotto il sedile. Giudizio finale: da 1 a 10, "Spada laser nella neve", che sta tra 10 e "Io sono tuo padre".

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.