27/7
2010

Come perdersi nei boschi (in 9 semplici passi)

Perdersi nei boschi sembra una cosa facile. Così facile, in effetti, che potrebbe riuscirci anche un boy scout. In realtà ci vuole coraggio, impazienza ed un pizzico di incoscienza, virtù sempre più rara di questi tempi. Sempre impegnato nel diffondere utili consigli per diseducare le masse, ora vi proporrò qualche semplice trucchetto per perdersi nei boschi nel modo più rapido ed efficiente possibile, tutti corredati da dialoghi o affermazioni provenienti da una Storia Vera.

Step 1. Lasciare la strada battuta
E’ molto difficile perdersi camminando su una strada, persino in mezzo ad un bosco. Prima o dopo la strada arriva da qualche parte, di solito una strada più grossa, inoltre è frequentata da persone e questo può essere un ulteriore ostacolo a perdersi (dipende dalle persone). Consiglio pertanto di lasciare la strada il prima possibile e di usare piuttosto i sentieri, che garantiscono un tasso di perdibilità molto più alto. Meglio se non sono segnalati in nessun modo, ma anche con quelli segnati non c’è problema, come vedremo.

Amormio: Scendiamo di qui, si fa molto prima. E sentite com’è morbido il terreno, sembra di camminare su un tappeto.


Step 2. Attirare la collera degli dei detto anche Chiamarsi la Nera
Nel bosco la fortuna è importante. Anche fuori dal bosco, ma nel bosco è particolarmente evidente quanto la nostra vita non sia altro che un accidente nell’altrimenti gioiosa teoria darwiniana. Per riuscire a perdersi più rapidamente, può aiutare pronunciare qualche frase particolarmente infausta, o fare affermazioni avventate seguite da una fiduciosa risata. Inoltre, il bosco odia le citazioni cinematografiche, perché non può mai andare al cinema.

Kumquat: Che momento "Stand by me".
Luz’: Davvero.
Kumquat: Basta che non diventi un momento "La bambina che amava Tom Gordon".
Luz’: O che non cali il sole e diventi un momento "Blair Witch Project".
Kumquat: Ah ah.
Luz’: Ah ah.


Step 3. Evitare di condividere con i propri compagni alcune informazioni fondamentali.
Quando ci si avventura nel bosco in gruppo, per non perdersi è importante stare attenti e condividere tempestivamente con i compagni tutte le informazioni che sembrano utili per non perdere l’orientamento. Viceversa, per perdersi, è meglio conservare una certa riservatezza.

Amormio: E’ già da un po’ che non vedo segni sugli alberi. Mi sa che abbiamo sbagliato strada.


Step 4. OK, ti sei perso. Don’t panic.
Il panico porta a fare cose sconsiderate, come urlare e chiamare i soccorsi. Meglio invece mantenere la calma e godersi quell’elettrizzante sensazione di smarrimento che solo il susseguirsi illimitato di tronchi e foglie sa donare.

Kumquat: Che poi chissà come finiva "La bambina che amava Tom Gordon", non sono mai arrivata in fondo.


Step 5. Continuare a camminare
Perdersi da fermi è noioso. Continuare a camminare senza meta nel bosco garantisce invece un costante afflusso di adrenalina nel sangue, ed offre per esempio la possibilità di addentrarsi sempre di più nella selva.

Kumquat: Bestemmierei, se avessi ancora fiato.
Luz’: Non mi sembra il momento di farsi dei nemici.


Step 6. Mantenere una strategia chiara e precisa
Ciò che distingue l’uomo dagli animali è che gli animali non sono capaci di fare strategie di lungo periodo. E’ per questo che nessun animale si perde nel bosco.

Amormio: L’importante è ricordarsi sempre, quando si è nel bosco, di non abbandonare mai i segnali. Non perdere mai d’occhio l’ultimo segnale che si è visto, e da lì cercare il segnale successivo.

[Trascorrono venti secondi]

Amormio: Mi sono stufata di cercare segnali. Andiamo dritti in quella direzione.

[Trascorrono altri venti secondi]

Amormio: Ci siamo persi.


Step 7. Avere a disposizione gli strumenti necessari
Al giorno d’oggi, con i telefoni cellulari ed i gps e gli scarponi da montagna ed i razzi da segnalazione, può venire la tentazione di far ricorso alla tecnica per uscire in fretta da situazioni incresciose. Non si fa. Prima di tutto perché significa barare nei confronti del bosco, che non ha strumenti per contrastare i tuoi tentativi di fuga. E poi perché toglie tutta la soddisfazione di riuscire a perdersi con le sole proprie forze, come gli uomini primitivi.

Luz’: Peccato che non abbiamo l’aifòn treggiesse, che quello avrebbe anche la bussola.
Kumquat: La bussola servirebbe solo per sapere che l’ovest è da quella parte, dove sta tramontando il sole.


Step 8. Quando si è stufi di essersi persi, uscire dal bosco.
Purtroppo, non si può rimanere persi per sempre nel bosco. Se non si usa LSD. Fuori dal bosco ci attendono famigliari, amici ed un sacco di cose noiose da fare, perciò prima o dopo bisogna puntare nella direzione giusta, scorgere un prato ed uscire con aria determinata, come se niente fosse successo. Perché se la gente scoprisse quant’è divertente perdersi nei boschi, tutti correrebbero a farlo ed i boschi si riempirebbero di gente perduta e dopo un po’ questi vorrebbero nel bosco le comodità che hanno a casa, ed i boschi si riempirebbero di gente perduta che guarda la televisione.

Luz’: Di là, vedo un prato, siamo fuori.
Kumquat: Io chiamo il 118.
Luz’: No, davvero, sono sicuro, c’è un prato, vedo l’erba illuminata dal sole, siamo fuori.
Kumquat: Potrebbe essere una radura.
Luz’: Ehi, tu non eri quella credulona?


Step 9. Vivere per raccontarla.
Una volta fuori, dopo aver constatato quanto in realtà si fosse sempre stati vicini al limitare degli alberi e quanto quindi fosse futile quella sottile paura di morire di stenti che può avere o non avere attanagliato il vostro cuore, è importante rilassarsi e ristabilire quella solidarietà di gruppo che la situazione di indigenza può avere minato. In questo modo la fiducia reciproca ne risulterà rinsaldata e sarà molto più facile smarrirsi ulteriormente in future occasioni.

Luz’: Vi devo dire una cosa, io non sono sicuro che quei segni blu sugli alberi indicassero il sentiero da seguire. Ad un certo punto ho persino pensato che potessero indicare ai boscaioli gli alberi da abbattere.
Kumquat: Era venuto lo stesso sospetto anche a me.
Amormio: Già, mi sa che è proprio così. Ho preferito non dirlo per non scoraggiarvi.




[In realtà i segni blu indicano proprio i sentieri, per cui se volete perdervi ignorateli.]

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.