26/11
2008

Controsantino: Antonio Gramsci

Antonio Gramsci, un uomo non privo di ironiaNato da qualche parte in Sardegna nel 1891, Antonio Gramsci è principalmente noto per la sua intelligenza sconfinata e per la quasi totale assenza di collo. Trasferitosi a Torino per studiare, venne a contatto con i movimenti operai della metropoli settentrionale e rimase presto affascinato dall’ideologia socialista, entrando poco dopo nel partito. Insoddisfatto dell’inconcludenza della classe politica socialista, della sua incapacità di sostenere le masse popolari nel biennio rosso e del suo generale quaraqquaquismo, nel 1921 Gramsci si scassa ed insieme ad alcuni amici fonda il Partito Comunista, del quale poco dopo sarà l’unico dirigente a piede libero a causa dell’avvento al potere di quel gran faccia di culo* di Benito Mussolini. Nel 1924 dà alle stampe il nuovo quotidiano del partito, ironicamente titolato "L’Unità".
In seguito all’assassinio di Matteotti, Gramsci cercherà vanamente di stimolare i partiti antifascisti ad una opposizione più produttiva dello starsene nascosti in un angolo a piagnucolare, ma a causa del suo comunismo e della già citata assenza di collo le sue parole rimasero inascoltate. Andrà allora personalmente in parlamento a sottolineare quanto fecale fosse l’alito di Mussolini ogni qual volta il duce si degnasse di aprire bocca**.
Nel 1926, beffandosi dell’immunità parlamentare, i fascisti lo arrestano e con una generica accusa di mancanza di collo lo condannano a vent’anni di villeggiatura in varie località della penisola. Il Gramsci ne sconterà solo una decina prima di ammalarsi di tutte le malattie allora conosciute e morire, a Roma, nell’Aprile del 1937. Notevole è la sua produzione di lettere dal carcere, finalizzate secondo alcuni studiosi alla messa in crisi del sistema postale fascista. Alcuni intellettuali hanno recentemente scoperto che leggendo solo una carattere ogni 42 le "Lettere dal carcere" contengono un messaggio cifrato: "Mussolini è un gran busone fatemi uscire di qui".

Periodicamente alcuni esponenti vaticani, ansiosi di compiacere le simpatie comuniste dell’attuale pontefice, sostengono che in punto di morte Gramsci si sarebbe convertito al cattolicesimo. Nonostante non esista alcuna prova di questa conversione, e pur trattandosi di un fatto di coscienza personale che in quanto tale non è dimostrabile né dovrebbe essere oggetto di strumentalizzazione, ritengo personalmente credibile e degno di apprezzamento che sentendo vicina la propria fine Gramsci abbia desiderato che almeno morisse un cattolico.



* Somaticamente parlando, il volto di Mussolini è stato sovente paragonato ad un deretano dai massimi esperti internazionali di fisionomia umana.

** [Fonte da verificare]

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.