18/6
2008

Cronache di Weimar, vol. 3 (credo): broccoletti e Broccoloni

Solo lunedì, Uolter Ueltroni ammoniva Broccoloni che se il governo avesse continuato a fare il monello anche questa settimana lui avrebbe forse preso in considerazione l’ipotesi di poter eventualmente valutare l’interruzione del dialogo tra maggioranza ed opposizione. In seguito devono avergli fatto notare che se pressapoco in un mese di pioggia e malgoverno Broccoloni era riuscito a portare in parlamento due norme a suo favore, mandare l’esercito per le strade, proporre il reato di clandestinità e promettere nuova carne da cannone a bush, in una settimana con ogni probabilità potrebbe dichiarare guerra all’iran o rendere reato l’uso della parola "Veltroni", costringendolo ad involuti giri di parole ogni volta che dovesse presentarsi a qualcuno. Ieri ha quindi pensato di aggiustare il tiro e, stringendo la boccuccia come un bravo bambino offeso, ha annunciato che il dialogo ormai è da considerarsi finito, non per colpa sua, ma di quel briccone del primo ministro che si fa gli affari suoi e insulta i magistrati e si rimangia le promesse, salvo naturalmente ripensamenti, ché lui a quel dialogo con la maggioranza ci teneva davvero, perché è una persona costruttiva e pensa positivo. Ha dichiarato che "la tela del dialogo è stata strappata", bene, e adesso? Farà cadere il governo? Ops. Gli piacerebbe (forse).
Alcuni gaglioffi del Piddì affermano con faccia seria che "sta tornando il Broccoloni del 2001". Sveglia! Non esistono un Broccoloni del 2001 ed un Broccoloni del 2008! E’ sempre la stessa persona! Con gli stessi interessi, gli stessi amici, gli stessi hobby e sogni nel cassetto! E’ con lui che vogliono dialogare per il bene del paese, o è solo una mossa per tenerlo occupato mentre i carabinieri lo circondano? Maddai. E’ uno spreco di forze anche cercare di metterlo in galera, perché tanto non ci riusciranno mai: le prigioni sono riservate ai criminali sotto una certa soglia di reddito, la gente come Broccoloni, in italia, non va in carcere, non c’è mai andata, non ci andrà mai. Al massimo, a voler portare molta pazienza, finisce a guardare le pompe di benzina a testa in giù, ma solo dopo averci fatto tribolare per decenni. Broccoloni al momento sta esattamente dove si merita di stare: sulla poltrona di primo ministro. Perché lui rappresenta come nessun altro potrebbe tutti gli interessi dell’italiano medio: calcio, soldi, televisione, illegalità, sfrontatezza, volgarità, bigotteria, cattolicesimo di maniera, nepotismo, maschilismo, furbizia. Lui è tutto quello che gli italiani desiderano al momento, anche perché ha contribuito non poco a far sì che gli italiani desiderino proprio e solo questo. Gli italiani lo sanno che è un figlio di puttana (pace all’anima sua), lo adorano per questo e lui sa che lo sanno e sa che lo adorano. Pensate che perderà il sonno per gli ammonimenti ed i musetti lunghi di Veltroni? Lui andava alle riunioni di Cosa Nostra quando Uolter si scazzava ai dibattiti sul neorealismo polacco, quindi permettetemi di dubitarne.
Un po’ di opposizione, comunque, non sarebbe male.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.