18/10
2007

Ancora giuste le bombe sulla Serbia

Nato nel 1949 e praticamente da subito iscritto al partito comunista, Minimo D’Alema viene generalmente considerato un acuto stratega, antipatico ma affascinante, intelligente e macchiavellico. La sua vita rispecchia da vicino la parabola del comunismo italiano: pioniere negli anni Cinquanta, contestatario negli anni Sessanta, vicino all’estremismo negli anni Settanta, burocrate negli anni Ottanta, pentito e rampante negli anni Novanta, democristiano negli anni Duemila. Dal 1998 al 2000 è stato presidente del consiglio, due volte. Nel 2006 è stato a tanto così dal diventare presidente della repubblica, ma si è dovuto accontentare del ministero degli esteri; in questa veste, qualche giorno fa è stato intervistato dal quotidiano indiano The Hindu sulla questione del nucleare, sull’iran ed il post 11 settembre. Il testo completo dell’intervista si può leggere qui. Che cosa dice, il nostro ministro degli esteri, ex primo ministro, quasi presidente? Che l’italia vuole stringere relazioni commerciali con i paesi asiatici, certo, che un’aggressione contro l’iran sarebbe sbagliata, sicuro, così come è stata sbagliata la guerra contro l’iraq e l’intervento in Afghanistan, come no, perché l’italia vuole la pace, l’italia sostiene la diplomazia e la cooperazione internazionale ed i coniglietti paffutelli e sorridenti.
"Però," gli chiede l’intervistatore, "come Primo Ministro durante la crisi del Kosovo, ha sostenuto il bombardamento NATO della Yugoslavia. In retrospettiva, era sbagliato?"
Lo sventurato rispose: "Il Kosovo era un caso molto diverso. I Serbi avevano occupato il Kosovo ed il nostro obbiettivo era fermare la guerra. Abbiamo provato la diplomazia; ha fallito. Quando la NATO ha attaccato, c’era un occupazione Serba in atto e 3,00,000 (sic) profughi erano fuggiti in Albania. E prima di entrare in Kosovo, l’U.E. ha anche ottenuto una risoluzione del Consiglio di Sicurezza."
Questa risposta costituisce un nuovo record nel campionato mondiale della disonestà intellettuale. Tutti i precedenti record erano comunque detenuti dalla stessa persona.
Come rileva B92, e com’è facilmente comprensibile da chi sia ancora in possesso della proprie facoltà mentali ed abbia appena qualche nozione base di geografia e di storia, il Kosovo fa ancora parte della Serbia e di certo ne faceva parte nel 1999, per cui dire che i Serbi hanno "occupato" il Kosovo equivale a dire che l’Italia sta "occupando" la Sicilia; c’erano discriminazioni ed una guerra civile di basso livello, che la NATO ha trasformato in una guerra su larga scala schierandosi a fianco dei terroristi dell’UCK; non si sa quanti profughi secondo D’Alema sarebbero riparati in Albania, dato che nell’articolo c’è un evidente errore tipografico, ma non si sa neanche quanti profughi sono dovuti riparare in Serbia dopo la guerra, e neanche perché si parli solo dei primi e mai dei secondi; i tentativi diplomatici di risolvere la questione del Kosovo consistevano in un ultimatum impossibile da rispettare per uno stato sovrano; la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, infine, era la nr. 1244 ed è datata 10 Giugno 1999. I bombardamenti sulla Serbia sono cominciati il 24 Marzo del 1999, e se me lo ricordo io che non sono mai stato ministro penso che se lo ricordi anche il signor D’Alè.
Preso dall’emozione di essere il primo ex comunista capo del governo, ansioso di dimostrare di avere le palle per ricoprire questa carica, e timoroso di essere accusato di complicità con Stati post comunisti, Minimo D’Alema ha ritenuto a suo tempo politicamente opportuno gettare nel cesso la costituzione italiana e concorrere all’omicidio di migliaia di persone. Dopo quasi nove anni continua a difendere quell’atto accampando menzogne sempre più turpi ed inverosimili, riscrivendo creativamente la storia, insultando e mostrando disprezzo tanto dei vivi quanto dei morti. Secondo fonti accreditate, Minimo D’Alema, acuto stratega, antipatico ma affascinante, intelligente e macchiavellico, si lava la coscienza tutte le mattine con la soda caustica, ma ancora puzza di sangue.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.