21/1
2016

Famiglie modello

Sono figlio di una coppia eterosessuale. Non era difficile indovinarlo, visto che qualsiasi altro tipo di famiglia è tuttora illegale in questa magnifica succursale del Vaticano dove viviamo. Sono cresciuto in una famiglia normale, ovvero lecita secondo le norme vigenti: un padre, una madre, un fratello, io e una sorella. Mio padre lavorava molto, davvero molto, credo di averlo visto per la prima volta intorno ai sei anni. Mia madre lavorava part-time, ci lasciava da nonna che aveva la televisione a colori. Erano tempi duri, la fine dei Settanta e l’inizio degli Ottanta, meno squallidi di adesso ma comunque duri. Mio fratello più grande mi menava, doveva sfogare la tensione di vivere in tempi così duri e sfortunatamente non avevano ancora inventato la playstation. Io menavo mia sorella più piccola, perché così funzionava l’ecosistema (erano tempi duri). Le mie famiglie ideali di riferimento erano La famiglia Addams, la comunità hippie dei Puffi e tutta una serie di orfanelli/e giapponesi che vivevano con i più disparati parenti, oltre ad esempio al giovane Jim che aveva un rapporto di figlialità surrogata con due diversi maschi adulti e alle sorelle March, a cui mancava un modello patriarcale. Ciononostante, contrariamente a tutte le aspettative, ora sono un adulto sano e disfunzionale come chiunque altro.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.