5/2
2016

First world problems

Da qualche tempo a questa parte ho un portacellulare agganciato alla grata della ventola di riscaldamento dell’auto. E’ un portacellulare onesto che ho comprato cinque o sei anni fa, con la tenaglia rivestita di gomma morbida e due piedini su cui appoggiare il telefono, una roba stabile. Di solito ci aggancio il telefono per ascoltare la musica e, dato che l’altoparlante del telefono non suona bene, ho anche un cavetto che va dal jack delle cuffie del telefono all’autoradio. Comodo, eh, a parte che il cavetto è lungo due metri e fa tutto il giro dell’auto ma pazienza, un giorno passerò al bluetooth.
Il fatto è che in occasione dell’ultima festa del Sol Invictus, poveraccio direte, ho cambiato telefono ed il jack delle cuffie che prima stava sopra ora sta sotto ed è nascosto da uno dei piedini del portacellulare, per cui non potevo più agganciarlo al portacellulare e contemporaneamente collegarlo all’autoradio, e quindi perché vivere?
Per il primo mese, come mio solito ho fatto finta di niente aspettando che il problema in qualche modo si risolvesse da solo. Non è successo niente (che strano). Potevo ascoltare la musica dall’altoparlante del telefono agganciato, oppure collegare il telefono all’autoradio e lasciarlo svolazzare per la macchina, ma io volevo tutto e lo volevo subito. Qualche volta mettevo il cellulare a testa in giù, ma rischiavo un incidente ogni volta che dovevo cambiare canzone e scambiavo la destra con la sinistra. Allora mi sono messo a cercare un altro portacellulare, specifico per il mio stramaledetto modello con il jack delle cuffie sotto, ma ora vendono più che altro quei cosi magnetici ed io ho paura che mi cancellino i contatti della rubrica, e poi mi scocciava cacciare soldi per qualcosa quasi uguale a quello che avevo già. Ho progettato un portatelefono da auto da farmi in casa, bellissimo, ma sai che sbattimento per un maledetto piedino. Allora ho pensato, prendo il portacellulare che ho e gli spezzo una zampina, tolgo quel maledetto ostacolo da davanti al mio jack e sistemo tutto. Torno alla vita. Ci ho provato. Ho scoperto che la zampina si poteva piegare e chiudere.

Questo per dire che la mia maestra delle elementari quando diceva che ero un bambino tanto intelligente non aveva capito un kaiserschmarren.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.