18/6
2010

Gli anni Novanta, mi dispiace per chi non c’era.

Passeggiando senza meta per Palermo, ad un certo punto, siamo capitati davanti ad una chiesa. Ce ne sono mille di chiese a Palermo, come in ogni città italiana, e quel pomeriggio in tutte stavano celebrando un matrimonio. Era una bella chiesa, per chi ama questo genere di cose, in una piazzetta raccolta e sciccosa, la chiesa di san Francesco. Girandoci per andar via e proseguire nel nostro peregrinare, mi sono accorto che di fronte alla chiesa c’era una focacceria, anzi, un’"Antica focacceria", come recitava l’insegna, e mi sono emozionato senza sapere perché. Sapevo in qualche modo che quella focacceria aveva qualcosa di importante, sapevo che era un posto famoso, ma non ricordavo come lo sapevo. Ci siamo entrati, abbiamo sbirciato il bancone ed i tavoli ed i pochi clienti, abbiamo detto "bella" e poi siamo andati via, perché purtroppo avevamo appena pranzato ed eravamo satolli.

Il ricordo è arrivato dopo, qualche giorno dopo.

"A Palermo, nel cuore del centro, c’è un’antica focacceria, davanti alla chiesa di San Francesco, si trovavano sempre lì..."

Avrò ascoltato quella canzone mille volte, l’ultima volta mille anni fa, e chissà quante volte ci avrò ballato sopra ubriaco di birra e vino a buon mercato. Per forza il posto mi sembrava familiare, e importante.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.