19/10
2007

Gocce di brandy nero dalla grotta del letargo

Il cambio di stagione porta insonnia, zanzare genericamente modificate in ansia da prestazione, ciocchi di legna che si frantumano con lentezza nel fuoco, cene cucinate sulla stufa, castagne precocemente invecchiate, nuove stagioni televisive, libri da leggere, nasi chiusi, occhi pesanti, brandy alla liquirizia, scorciatoie per evitare i cantieri e strade nuove per andare nei soliti posti, pulci e zecche, notti fresche e scure che esitano a maturare in mattine, cieli azzurri velati di smog, voglia di scoppiare come un melograno arrivato al giusto pantone di maturazione, di sbriciolarmi come una foglia caduta, di rinascere dal terreno come fungo sano, di partire e di restare, di sporcarmi la mano di inchiostro e di vino, di rosso cremisi e bianchenero, il cambio di stagione porta nuove forme di tai chi e nuove forme di cucina, mobili ikea per riordinare i pensieri, due giorni di pausa per rallentare il respiro, due casse nuove più un subwoofer, ricordi del futuro, cartoline per spedire un pezzo di me altrove, pere per colazione e torpore alle articolazioni, guance da rasare e qualche capello da tagliare, ricordi che si smagliano, molte canzoni da ascoltare, troppe voci nei preferiti, il vento che pizzica le cervicali, l’inverno che sale piano dai sassi e scende dai monti, fotografie scattate con gli occhi e camere oscure dove passare il letargo.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.