23/6
2009

Il Borgo resiste ancora

Per altri cinque anni, si spera, il pericolo è scampato. Dopo uno spoglio di voti che si potrebbe definire con giornalistica compostezza "al cardiopalma" il butterato socialdemocratico con poco più di duecento preferenze di scarto è stato riconfermato sindaco del Triste Borgo Natio, sfilando la vittoria dalle grinfie del suo avversario legaiolo e della cricca plutofasciomassonica che lo sosteneva. Ieri sera, mentre nell’attesa dei risultati girovagavo in bicicletta per il centro (il Triste Borgo Natio non solo ha un sindaco, ha pure un centro, sembra proprio una città vera) mi sono imbattuto in un paio di amici e con loro sono stato ad attendere il responso sotto il balcone del municipio (persino un municipio, c’è da perderci la testa). C’era una folla modesta, ansiosetta, che si accalcava davanti ad un maxischermo in una stanza buia e poi usciva a prendere una boccata d’aria, via via che arrivavano gli aggiornamenti dalle varie sezioni. Quattrocento voti di vantaggio. Duecento. Duecentocinquanta. Finalmente dall’alto sono volati coriandoli, le bandiere tenute prudentemente legate hanno cominciato a sventolare e la mini-folla è esplosa in un applauso. Il capofascio e la sua fascio-gang, che se ne stavano ad ammorbare l’aria lì attorno, si sono ritirati in fondo alla piazza a mugugnare intristiti, e già questa soddisfazione varrebbe la giornata. Il vecchio Allari ha osservato ironicamente, chi l’avrebbe detto che saremmo finiti ad applaudire la vittoria di un democristiano? Però era contento anche lui. Ed anch’io. La "roccaforte" che la lega si proponeva finalmente di espugnare ha resistito ancora, per uno zero virgola. Il sindaco è uscito, ha ringraziato, salutato, stretto mani. Quando si è avvicinato a me, volevo chiedergli se si rendeva conto di cosa ci aveva fatto rischiare con la sua gestione monocratica del potere, con il totale disinteresse nei confronti di ogni componente attiva della cittadinanza che non fosse finalizzata ad elevare lodi in suo onore, con la sua concezione dadaista della viabilità e con il suo inceneritore extra-large, ma ho colto qualcosa sul suo viso butterato e nel suo sguardo serio che mi ha fatto desistere. Erano i piani per la prossima rotonda.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.