23/4
2009

Il carretto passava

Al di là delle intenzioni, delle interpretazioni, delle correzioni di tiro, del fatto che la Consulta, il TAR, i cittadini rigetteranno questa legge come assurda ed inapplicabile, è già demenziale che a qualcuno una legge così sia venuta in mente. Ma questi barbari padagni non si sono mai accorti che una delle cose più belle delle città più belle è la possibilità di prendersi qualcosa al volo e mangiarlo per strada, seduti su una panchina o sul marciapiede, camminando e parlando, che sia un kebab o una fetta di pizza o un panino o un gelato o un pezzo di focaccia o un cartoccio di patate o quel cazzo che hai voglia di mangiarti in quel momento?
Cari liberali miei, c’è chi adora sedersi al tavolino di una gelateria chic a leccare una coppa da otto euro disegnata da uno stilista nuiorchese, c’è chi ha i pantaloni troppo belli per sporcarli su una panchina e mai si rovinerebbe il rossetto con un panino, e c’è chi no. Io sono uno di quelli no. Quando nel pleistocene mi dissero che un tale Berluscojoni, se rammento bene il nome, si era buttato in politica con tutta la potenza di fuoco dei suoi conti in banca e delle sue televisioni, io in quel momento stavo seduto su dei gradini mangiando un panino con la mortadella. Che aneddoto tremendamente naif, non trovate? E mi ricordo che pensai, sarà anche potente e ricchissimo ed avere mille zoccole al seguito, ma lui del piacere di sedersi su degli scalini a mangiare un panino con la mortadella non ne sa nulla. Non poteva saperlo, non può, e non potrà, quindi tutto quel potere in fin dei conti a che gli è servito? Non che lui c’entri con questa storia, poi, solo che ora vi piacerebbe togliere quel piacere anche a me. Peccato. Mi sa che non ci riuscirete.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.