5/3
2008

Il popolo della crinolibertà

Nonostante Repubblica insista nel volerci rincuorare assicurando ogni altro giorno che un distacco di sei, sette, otto punti è perfettamente recuperabile in meno di due mesi, io continuo ad avere foschi presentimenti sul prossimo ritorno al potere di Berlusconi.
Per esempio, ve lo ricordate quel giovane capobanda fascista che anni fa ciondolava per il Triste Borgo Natio con i capelli lunghetti ed unticci, vestito come un colono libico e sempre circondato da un paio di sgherri, tranne quando la menava alle bariste? L’amico della mussolini, quello del fascismo "sociale", anticapitalista e popolare?
L’ho rivisto domenica in piazza, accanto ad uno di quei rudimentali vespasiani elettorali del Pollo della Libertà, sempre circondato da un paio di sgherri ma tutto ben vestito, elegantino che sembrava un piazzista di condizionatori, con lo sguardo compiaciuto ed i capelli in ordine. Perché adesso, se qualcuno si fosse perso la notizia, gli Azionisti Sociali della Mussolini sono confluiti in quel nuovo minestrone politico, assieme ad Alleanza Nazionale, il Partito dei Pensionati, i Socialisti Riformisti, fuoriusciti e raccattati vari, tutti appassionatamente ad appoggiare Berlusconi in cambio di, beh, poltrone e soldi. Come sempre. Come tutti. Non è il metodo a spaventarmi. Non è il fatto che abbiano strappato i fascisti dalle loro legittime fogne, e neanche che siano riusciti in qualche modo a mettere sotto lo stesso simbolo fascisti e socialisti.
Quello che mi spaventa è che se Berlusconi è riuscito a convincere quel fascio là a lavarsi i capelli, è capace di qualsiasi cosa.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.