2/3
2010

Il posto delle regole

E adesso da che parte stare, dalla parte di quelli che imbrogliano, si fanno beccare e pretendono di restare impuniti, o dalla parte di chi si straccia le vesti ed invoca le regole, le sante regole, le regoleeeeeee?! Io di mio non ho mai avuto ’sta grande passione per le regole, sarò uno di quegli italianicchi che stanno rovinando questo paese, non lo so, però io di mio sono sempre stato più portato per il trucchetto, per la mascalzonata, per l’aggirare, per la marachella, per l’asso nella manica, per la maglietta con la cintura di sicurezza stampata, che è cosa completamente diversa dal violare le regole, un verbo schifoso, un atto di prepotenza, uno sfondamento di forza, un abuso domestico da parte di gente che con le regole e per le regole ci vive tutti i giorni e gode nel sottometterle al proprio capriccio, per forza che anche il rispetto delle regole ormai è diventato di sinistra, questi barbari con la loro violenza fanno sembrare simpatiche persino le regole, queste signore impettite che se ne stanno lì spalla a spalla ad oscurare l’orizzonte, troppo serie, troppo permalose, che si credono chissàche, eppure chi le brama le offende e a noi che le disprezziamo ci tocca pure di difenderle, che mondo alla rovescia, gente, che mondo, ricominciamo tutto daccapo.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.