4/11
2009

Il ragazzo non sta bene

Una volta avevo litigato con la musica. Ne ascoltavo poca, tutta bellissima, tipo i Nirvana. In effetti per un periodo (gli anni novanta) ho ascoltato solo i Nirvana, sempre i Nirvana, nient’altro che i Nirvana, Nirvana dalla mattina alla sera, tanto che lo stesso Kurt Cobain me lo disse chiaro e tondo: "O la smetti di rompermi le balle o giuro che mi ammazzo."
Non vi dirò com’è andata a finire, sarebbe di cattivo gusto.

Però ora io e la musica abbiamo fatto pace. O meglio, io ho fatto pace, lei mi ha denunciato per molestie. Quasi tutto quello che ascolto sono emerite porcate, come direbbe chi mi vuole bene, per lo più selezionate nella categoria hipster "everything you’ve heard is just too mainstream", detta anche del me la tiro ammille. Come se ci capissi qualcosa, o avessi gusti particolarmente ricercati. Non ce li ho, non ci capisco niente di musica. Provo, cancello quello che mi annoia ed il resto lo lascio in modalità random permanente, ascolto tutto molto poco, ma ogni cosa lascia un segno. Però rimango un incompreso, anche perché altrimenti non ci sarebbe gusto. Questo è un tipico scambio di battute quando qualcuno sente la musica che preferisco:

B.: Cos’è ’sta roba?
L.: Direi... post-punk elettronico?
B.: Bella merda.

[Erano i crocodiles, per giove]

L’amico PornoRambo, invece, dato che è un amico nelle rare occasioni si limita a ridacchiare dietro le mie spalle e fare "punz-punz-punz" sottovoce.

Che vita grama.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.