5/2
2009

Il sicuro affuturato

Con il sonno e la rabbia che ho addosso, cosa vuoi che ti dica, di questa sicurezza? Che è orribile, è ingiusta, è razzista? Se ci hai pensato da solo, non c’è bisogno che te lo dica io, altrimenti, è difficile che io possa convincerti, e in fin dei conti non te ne importa niente, quello che t’importa è che venga data una bastonata, sia pure solo simbolica, a quegli stranieri bastardi che tando odi, che venga resa loro la vita difficile, perché la tua vita è difficile, che vengano loro scuciti un po’ di soldi, perché per una scusa o per l’altra tu hai sempre qualcosa da pagare, che vengano sottomessi, perché si sa che quelli alzano sempre la cresta, che venga loro tolto qualche diritto, perché si sa che ne approfittano e poi, ’sta storia che dovrebbero avere gli stessi diritti che hai tu, non l’hai mai davvero digerita, cosa vogliono loro, perché dovrebbero essere uguali a te, loro che sono appena arrivati, tu che hai sempre abitato qui, loro che stuprano, tu che al massimo vai ogni tanto a puttane, loro che rubano, tu che dai solo una limata all’iva, loro che ammazzano, tu che non ne hai il coraggio, loro strani, tu normale, perché il fascismo non è mai clamoroso, è una nebbia che sale piano dal terreno e si mangia tutto, e cosa vuoi che ti racconti io, con dieci righe scarabocchiate in mezzo a questa nebbia, se a questa normalità hai abdicato la dignità, se preferisci essere governato che considerarti un uomo libero ed uguale, se scegli la paura e la chiami sicurezza.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.