14/12
2010

Il signore ti conservi sott’olio

Lunga vita al governo Berlusconi! Sia lodato il Prez!

Contrariamente a tanti pavidi traditori, bolscevichi agenti del vile complotto giudiziarioplutomassonico, io non ho passato le ultime settimane a crogiolarmi nell’onanistica illusione che oggi cadesse il governo, precipitando il Paese nel tetro baratro dell’ingovernabilità o, più probabilmente, in un Berlusconi bis o in qualche altra fanfaronata. 

Anzi!

Se c’è una cosa che ho desiderato ardentemente in questi giorni è stato che la portiera della mia auto si aggiustasse da sola, ma se ce ne sono due la seconda era senz’altro che il Prez rimanesse al governo, saldamente in sella come un vecchio miliardario su una prostituta minorenne cleptomane. E ne ho azzeccata una, quanto meno. 

Certo, il giorno in cui il Lestofante Capo cadrà io farò festa, mi ubriacherò e scenderò nudo in piazza a ballare come tutte le persone di buon senso, ma è un bene che non sia stato oggi. E non solo perché fa molto freddo. Questo governo, il peggiore da quando è caduto l’ultimo, ha passato gli ultimi due anni e fischia a fare danni. Mentre imperversavano la crisi economica, la disoccupazione, Marchionne, le catastrofi ambientali, il terremoto ed il vulcano islandese questo governo si occupava solo degli affari del Prez, degli interessi economici e giudiziari del Prez e degli amici intrallazzatori, delle puttane e dei picciotti del Prez. L’unica emergenza che si sono attivati efficacemente ad affrontare è stata l’influenza H1N1, che infatti si è risolta da sola. Ed ora che il letame è arrivato ben oltre il livello di guardia, ora che il Paese è allo sfascio, l’economia in ginocchio, la nave sta affondando, la mia scorta di metafore è allo stremo e la gente sta cominciando appena appena ad incazzarsi, loro vorrebbero svignarsela? Ennò! Adesso ve ne state lì, con i vostri  quattro voti di maggioranza, in pugno ai capricci di ogni infame voltagabbana come dei Prodi qualsiasi, vittime dei vostri stessi sotterfugi. Non voglio affatto che ve ne torniate a casa, sereni davanti al televisore* ad accarezzare la testa della vostra  escort preferita mentre un Bersani o un Vendola si arrabattano a porre rimedio alle vostre malefatte, prendendosi tutta la colpa dei tagli e dei sacrifici e permettondi di tornare scintillanti al potere tra pochi mesi, a furor di popolo. No, voi dovete stare al governo ora, a raccogliere ciò che avete seminato, e continuare a fare riforme e gozzovigliare e fare danni senza pudore, fino a quando da quei palazzi verranno a tirarvi fuori con le picche ed i forconi, fino a quando anche i più spregevoli giornalisti di regime vi avranno voltato le spalle, e nessuno in tutta Italia (isole comprese) potrà ammettere ammirazione per voi senza essere accolto da un coro di pernacchie e risate. 

Fosse stato oggi, quel giorno, magari. Ma arriverà, vale la pena aspettare. Nel frattempo, governate pure serenamente, godetevi il frutto della volontà popolare. State affiduciati. 



* P.S.: Gasparri, maledetto anello di congiunzione tra la scimmia e la riforma delle telecomunicazioni, io su questa minchia di digitale terrestre non prendo ancora la rai. Ti do una settimana per sistemare, poi passo a casa tua e ti brucio la divisa da balilla del nonno. 

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.