18/11
2011

Inutile che fai finta di niente

Silvio, rimembri ancora quel tempo di tua vita mortale quando beltà attraea il portafogli tuo rigonfio e fuggitivo?

Ah, dici che non è finito?

Hai ragione, non è finito quel tempo e non sei finito tu.

Ancora una volta ti danno per morto, Prez, ma si sbagliano. Politicamente morto, s’intende, perché se tu morissi fisicamente non ci sarebbero tanti dubbi, se non altro per i due urli di gioia urbiaca e molesta che lancerei e che farebbero incrinare i vetri di palazzo chigi pure se abito ai piedi delle dolomiti, due urli Silvio il primo appena sento la notizia ed uno dopo i tre giorni canonici, per sicurezza, e questo sarebbe il più fastidioso perché andrebbe a incrinare i vetri nuovi di palazzo Chigi appena cambiati.

Ma tu non sei morto, Silvio, né fisicamente né politicamente, nonostante i bandieroni in piazza e gli orgasmini di Repubblica. Hai tirato a campare fin dove potevi, e quando i topi in fuga hanno reso lampante che stavi per affondare hai saggiamente scelto di passare la palla a qualche altro sfigato. Saggiamente. Perché così non ti hanno cacciato, formalmente. Perché adesso Monti dovrà adottare tutte le misure impopolari che tu non avevi il coraggio di fare, dovrà frugare nelle nostre tasche ed in ogni orifizio disponibile alla ricerca degli spicci e dovrà bastonarci duramente anche per zittire le probabili proteste. Perché il PD, storicamente amante dell’austerity altruy e geneticamente pirla, appoggerà tutte queste misure come un male necessario mentre tu potrai boicottare, o millantare di boicottare, qualsiasi azione vada contro gli interessi del tuo bacino elettorale. E tra sei mesi, un anno o quandunque la marea di merda sarà scesa sotto un livello accettabile per la balneazione, ti ripresenterai come un eroe a salvare la Patria da questi banchieri succhiasoldi. Candido come Santa Maria Goretti. Ancora giovane e fresco come Nosferatu. E la gente, perché è la gente che fa la storia, immemore degli scandali, inconsapevole delle responsabilità e complice della cialtroneria, ti rivoterà e ti riporterà in trionfo. Ti stai già attrezzando, Silvio, ti vedo. E se nel frattempo, o al momento opportuno, l’incessante emergere di emergenze rendesse necessarie "misure straordinarie", "poteri speciali"? Che grazia sarebbe, eh, Silvio, proprio quello che sogni da tempo.

Resta solo un’incognita, forse, a disturbare la meticolosa pianificazione della tua resurrezione (politica, s’intende). Sei mesi, un anno? Quanto ci vorrà perché la marea cali? Stavolta è bella alta. La gente è abituata a fare apnea nella merda, s’è ben allenata, ma se passa troppo tempo prima o poi i polmoni scoppiano. Fuori di metafora, c’è il rischio che il sistema si rompa del tutto, che la gente debba inventarsi qualcosa di nuovo, che magari si sviluppi un imprevisto. Lo so, è improbabile, Silvio, alla gente piacciono le cose che conosce già, ma sai mai. Sai mai. E poi pure te, quanto tempo puoi resistere, mica duri per sempre. Fisicamente, s’intende.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.