26/7
2010

Io rinascerò camoscio a primavera

Fine settimana molto intenso a base di gite fuoriporta ed escursioni in montagna, grazie alla gentile signorina K. che è passata a trovarci. Ovviamente questo è solo il primo passo del mio progetto per rendere il Triste Borgo Natio una gloriosa Atene veneta, dove le personalità più importanti del panorama culturale italico ed europeo, i più fini intellettuali e la meglio gente dell’internet possano convenire e discutere di letteratura, filosofia, storia, geografia, musica, aritmetica ed un argomento a piacere seduti sulle terrazze (che farò costruire) affacciate sul mare (quando arriverà) sorseggiando the alla menta (la menta di qui non è buona, bisognerà importarla). Solo il primo passo, dicevo, ma in una direzione luminosa e già foriero di soddisfazioni.
Sabato abbiamo esplorato il territorio partendo dalla ridente Valli del Pasubio, sulla quale certo non vale la pena spendere molte parole in quanto già sufficientemente famosa per la sua soppressa e per happening di richiamo quali la sagra della soppressa, per poi visitare l’ossario del Pasubio, percorrere un lungo tratto della Vallarsa fino all’eremo di San Colombano e risalire lungo una valle misteriosa fino al passo della Borcola, dove ci siamo fermati a giocare con le mucche mentre il vento ci scorticava. Un momento così bucolico che elegie sgorgavano spontaneamente dal nostro cuore, ed avrei di certo colto l’occasione per comporre il poema agreste del XXI secolo se non fossi stato troppo impegnato a non calpestare le enormi cacche di mucca. Abbiamo concluso il pomeriggio con l’obbligatoria cena a base di gnocchi a Posina, senza la quale non ci avrebbero peraltro permesso di lasciare la vallata, e la sera con un paio di birre allo Skiosko, giusto per dare un tocco vintage al tutto. Non è mancata una breve visita notturna delle meravigliose attrattive turistiche del borgo, dai cimeli dell’archeologia industriale ad alcuni trai i più pregiati gioielli architettonici contemporanei.
La Domenica, lievemente provati dalla gita del giorno prima, abbiamo optato per una rilassante passeggiata sull’altipiano di Asiago, lì dove le caprette ti fanno ciao ed i puledri si iscrivono alla tua pagina facebook. Siamo partiti da un posto che non ricordo come si chiama e siamo arrivati, un’ora e mezzo di ripida salita dopo, sullo spitz Vezzena a goderci il magnifico panorama che dà sulla Valsugana ed i laghi di Levico e Caldonazzo. Il cammino, già di per sé molto affascinante tra impervi boschi di conifere e sdrucciolevoli lastroni di pietra, è stato reso più suggestivo dalla nostra scelta di percorrerlo con sandali e scarpe da ginnastica malconce e dalle esclamazioni pantateutiche con cui esprimevamo il nostro disappunto. Il ritorno, fortunatamente, è stato reso più rilassante dalla decisione di Amormio di guidarci attraverso il bosco seguendo un ipotetico sentiero segnalato da tracce blu dipinte sugli alberi, che tuttavia erano stati probabilmente dipinti dai genitori di Hansel e Gretel. C’è da dire che io ed Amormio ci perdiamo nel bosco ogni qual volta entriamo in un bosco, quindi la cosa non ci ha più di tanto scomposto, mentre la signorina K. proviene dalle pianure quindi sospetto abbia provato un paio di momenti di inquietudine, anche se è stata molto brava a dissimulare. Fortunatamente, proprio quando stavamo per decidere chi dei tre doveva essere abbattuto per permettere agli altri due di nutrirsi fino all’arrivo dei soccorsi, ci siamo accidentalmente imbattuti nella fine del bosco e siamo riusciti a tornare al punto di partenza ad abbeverarci di acqua e menta senza conseguenze particolarmente drammatiche, se non un rinnovato senso di fiducia di Amormio nel proprio senso dell’orientamento che la spingerà a farci perdere meglio la prossima volta.
Ed oggi, con i piedi doloranti e gli occhi pieni di alberi e di camosci, non ci resta che salutare la signorina K. già tornata agli affanni della vita moderna e maledire il sistema capitalistico che mi vuole appeso qui davanti ad un computer, mentre là fuori ci sono un sacco di mucche allo stato brado che attendono soltanto un mandriano motivato.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.