19/4
2010

L’amore ai tempi della golf

Sabato, otto del pomeriggio. Mentre la città dorme io, alcuni fidi compagni di sbornie ed altri personaggi non accreditati ci ritroviamo in un noto locale ex di sinistra del Triste Borgo Natio per festeggiare il compleanno dell’amico Nello. Diventare un maestro di pianoforte, visitare il Nepal in bicicletta, scrivere il Romanzo Maledetto del XXI secolo, lavarsi: incredibile quante cose puoi riuscire a non fare in trent’anni, ma a noi Nello piace così, con la barba folta di problemi e lo sguardo teso a scrutare gli angosciosi misteri della natura umana, come un cantante dei Baustelle meno ricco e famoso. La serata ha seguito il tradizionale copione delle feste di compleanno, così come si svolgono in veneto dai tempi della calata degli ungari: giro di aperitivi, chiacchiere, gossip, insulti, ubriachezza, vanagloriose affermazioni di mascolinità, minacce, atti di vandalismo, discesa agli inferi, pentimento, espiazione, morte simbolica, resurrezione dell’eroe, altro giro di aperitivi e poi finalmente la cena, a base di carne alla griglia ed alcolici.

Prima nota di demerito: Nello con la grigliata ordina il bianco. Come nei peggiori bar di Parigi.

Seconda nota di demerito: una persona di cui non svelerò il nome per tutelarne la privacy, ma noto come la terza persona singolare del passato remoto del verbo essere (mod. indicativo), ha finalmente svelato il segreto del proprio fascino irresistibile. Le donne cadono ai suoi piedi non in virtù del suo aspetto fisico (e mi pareva), non per le dimensioni ciclopiche del suo membro virile, non per il biglietto da cinquanta euro che allunga fuori dal finestrino, bensì grazie alle stupefacenti proprietà afrodisiache della sua auto nuova, in grado di calamitare fanciulle vogliose nel raggio di svariati chilometri come il nettare con le api.

Una golf.

Siete perplessi quanto me, vero? O anche di più, se avete appena acceso il mutuo per comprarvi l’audi.

Terza nota di demerito: una persona di cui non svelerò il nome per tutelare la dignità di questo bloggo si è scandalizzata del fatto che qualcuno possa arrivare a pagare 1000 euro per una escort e poi, tipo, lasciarla in vita, perché lui per quella cifra come minimo pretende di poterla squartare, una donna.

(sì, abbiamo già segnalato ai carabinieri, grazie)

Quarta nota di demerito: una persona di cui non svelerò il nome (vabbè, Vania, ma che v’importa?) non ha saputo spiegare perché dopo tanti anni sia ancora fidanzata con il tipo di cui sopra. A parte i 1000 euro, naturalmente.

Quinta nota di demerito: Pornorambo ha svelato che il tipo del punto 3 possiede un membro virile di dimensioni ciclopiche, pur essendo del tutto sprovvisto di golf. A questo punto è chiaro che qualcuno non ci sta dicendo tutta la verità.

Sesta nota di demerito: ad un certo punto è arrivato anche Gianni Barattolo, gli ho fatto notare quanto fosse ingrassato, non si è offeso ma ha cercato di vendermi un software gestionale da svariate centinaia di migliaia di euro. Non ero così ubriaco, Gianni! Comunque si vede che altre volte è più fortunato, dato che palesemente il pane in tavola riesce a portarlo.

Settima nota di demerito: tutti hanno giudicato offensive le mie battute sull’adipe di Gianni, ma quando si è seduto a tavola gli hanno offerto solo il piatto dell’insalata.

Ottava nota di demerito: stavo appunto raccontando delle mie avventure come SuperSochologo, il supereroe che entra in azione ogni qualvolta un bizzarro fenomeno sociale ha bisogno di essere interpretato, quando un tizio vestito come un cantante hip hop della vecchia scuola di Cinisello Balsamo ’96 è entrato e si è seduto di fianco a Nello.

Nona nota di demerito: la golf, cazzo, da non credere. Cosa non può fare l’odore di similpelle dei sedili nuovi.

Decima nota di demerito: ho visto gente approcciarsi alle costine di maiale con coltello e forchetta. Santi numi.

Undicesima nota: E’ stato osservato che la maggioranza dei maschi eterosessuali non ha idea del colore delle piastrelle della propria cucina, ma solo la vaga sensazione di avere delle piastrelle in cucina. Non è dimostrato, non ha validità scientifica, è quindi una teoria sochologica® .

Dodicesima nota di demerito: Nello che mangia la polenta. Neanche Salvador Dalì avrebbe potuto immaginare un tale paradosso.

Insomma, è stata una serata bella, e di certo mi verrebbero in mente mille e mille altri spassosi aneddoti se solo non avessi tutto questo sonno. Ma sono certo che l’amico Pornorambo o eventuali altri commensali si premureranno di colmare le mie lacune. In caso contrario, chiudo con un’ultima pregiata citazione:

A.: Vorrei della tagliata, grazie.
L.: Della tagliata? Ma se non riesci neanche ad aprire la bottiglietta dell’aceto! Vedi di porti degli obbiettivi più alla portata dei tuoi limiti.


E dopo tale simpatia torno a rispondere alle minacce di morte che assediano la mia posta elettronica.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.