27/5
2010

L’ecstay provoca paranoia ed aggressività, l’LSD solo yellow submarines

La seconda tappa del tour roulottistico 2010 è stato un campeggio presso la ridente cittadina di Submarine, CA. Naturalmente, se sapeste che "Submarine" in realtà si chiama Sottomarina e "CA" non sta per California ma per ChioggiA il tutto sembrerebbe molto meno ridente, ma così come ci ha insegnato il buon prof. Maloroso io continuo a preferire un mio universo personale, piuttosto che credere nella vostra noiosa realtà sensibile. Una delle principali peculiarità di Submarine (CA) è il suo affacciarsi sul mare Adriatico, il che la rende meta privilegiata dei vacanzieri veneti a corto di soldi o di fantasia (io ho molta fantasia). Non che sia possibile farci il bagno, in quel mare, perché l’acqua ha il colore del piombo, la schiuma, odore di fogna ed una sottile patina di marghera sopra, per cui capirete perché ai veneti tutta quella faccenda della fuga di petrolio in Lousiana fa assai poca impressione, è una banalità. Il mare a Submarine e dintorni è lì solo per bellezza, o per bruttezza, ad ogni modo è solo lì che fa le solite cose che fanno i mari: occupare spazio, ondeggiare leggermente ed annegare le persone. Per fare il bagno si va in piscina, tutti i campeggi sono dotati di piscina, il che significa che si potrebbe benissimo non andare affatto al mare ed andare piuttosto in piscina in alta montagna, ma l’avevo già fatto la settimana scorsa. Per dovere di cronaca , dopo aver parlato tanto male delle acque putride del mare di Submarine, devo anche ammettere che uno sconosciuto incontrato per caso al bar mi ha informato di come in realtà quel tratto di mare non sia affatto inquinato come sembra alla vista, all’olfatto ed al palato, ma sia soltanto "torbido" a causa del fondo fangoso. Whatever, man. Quel fondo fangoso odora di merda, e d’altra parte se dessi retta a tutto quello che mi suggeriscono gli sconosciuti incontrati per caso al bar a quest’ora sarei senza un rene, o vivrei in un bunker sotterraneo con un cappello di carta stagnola in testa monitorando le scie chimiche degli aerei, o apprezzerei i quadri di Castello.

Ad ogni modo, pur non facendo il bagno in mare, io & Amormio ci siamo divertiti, ed anche i PornoRambi sembrano essersi divertiti, dato che incredibilmente e con nostro grande piacere ci hanno raggiunto ed hanno piantato la loro tendina accanto alla nostra e ci siamo fatti delle belle scorpacciate di pesce e passeggiate sulla spiaggia e schivato l’immondizia sulla spiaggia e bevuto birra e tutto quel genere di cose. Il momento clou è stato quando StefaniaRambo ha attaccato briga con un pazzo, lei è tanto una cara ragazza ma ha questa cosa di trovarsi sempre in situazioni violente, anche se di solito è lei a sollecitare la violenza. In questo caso no. C’era una casa adiacente al campeggio, abitata da alcuni indigeni non del tutto civilizzati: gente che ascolta il punz!-punz! al sabato pomeriggio, per dire, ed ancora alla domenica mattina, ed alla domenica pomeriggio, il che mi fa sorgere il dubbio che ascoltino il punz!-punz! in ogni fottuto momento della loro deprecabile esistenza. Un bel momento, siamo lì fuori dalla roulotte che chiacchieriamo amabilmente del più e del meno quando accidentalmente StefaniaRambo solleva gli occhi in direzione del balcone da cui proveniva il punz!-punz! ed incrocia lo sguardo di un tizio affacciato al balcone, un ragazzo seminudo con i capelli brillantinati e lo sguardo di chi ha il cervello lanciato al galoppo in una discarica tossica. E’ stato solo un attimo, solo un fugace incrociarsi di sguardi che nessuno di noialtri aveva neppure avvertito, ma tanto è bastato perché scoccasse la scintilla, quella scintilla che in alcuni esseri umani accende l’amore, mentre in altri esseri non del tutto umani accende un barile di ecstasy come fosse nitroglicerina.
"Cazzo guardi?" fa il tipo, con l’accento di uno che gomorra.
Noi effettivamente ci guardiamo intorno, per capire con chi ce l’aveva. Un tizio che stava caricando i bagagli in macchina venti metri più indietro torna di corsa nel bungalow e sbarra èporte e finestre.
"Tu, tu. Cazzo hai da guardare?"
Ce l’ha con StefaniaRambo, che l’aveva guardato.
Qui bisogna dire che siamo stati molto bravi a mantenere il sangue freddo, sia perché non volevamo rovinarci la vacanza, sia perché non volevamo che il tizio scendesse ed essere quindi costretti a farlo rinsavire con pesanti iniezioni di calci nel culo, sia perché esisteva pure sempre la non trascurabile ipotesi che il tizio se ne uscisse con una pistola. Son cose che succedono, sapete. Il gazzettino veneto è pieno di notizie del genere. Quindi abbiamo mantenuto il sangue freddo, consapevoli della ruota del karma che girava e di come la nostra vita e quella del troglodita dipendessero in quel momento dalla risposta che avrebbe dato StefaniaRambo, una ragazza capace di attaccare rissa per futili motivi anche con Tony Jaa. StefaniaRambo l’ha fissato dritto negli occhi ed invece di insultare sua madre e tutte le troie della sua famiglia com’ero certo che stesse per fare, si è limitata a rispondere qualcosa tipo "Guarda che non sei al centro della mia attenzione, decisamente." e poi ha cominciato sprezzantemente ad occuparsi d’altro mentre Amormio si preparava a menar le mani, io coraggiosamente guardavo in un’altra direzione riflettendo sulla caducità della vita umana e PornoRambo stava ancora cercando di capire chi avesse guardato chi.
Dopodiché, il tizio se n’è rimasto affacciato al balcone per altri dieci minuti a proferire insulti, poi ha chiamato tutta la sua famiglia e gli ha raccontato cos’era successo (una ragazza lo aveva guardato) e credo che suo padre l’abbia mandato a cagare, dev’essere dura avere un figlio così, povero diavolo, allora ha chiamato il vicino dell’altro balcone ed ha riferito l’accaduto e quello gli ha detto di abbassare il punz!-punz! ed allora si sono messi a litigare tra di loro, il tutto mentre noi avevamo già ricominciato da un pezzo a farci i fatti nostri. Ma col cazzo che abbiamo di nuovo guardato in direzione di quel balcone.

E poi c’era questo bambino, sull’altro balcone, che voleva chiamare un suo amico di nome Samuel, ma siccome era molto piccolo e forse un po’ ottenebrato dall’ambiente sociale in cui sta vivendo non riusciva a pronunciare il nome correttamente ed urlava "Sangue!", "Sangue!", "Sangue!", tutto il giorno. Anche questo ci ha fatto molto ridere.

(Amormio dice sempre che racconto storie sconclusionate che dopo grandi premesse si perdono nel nulla. Vero che non è vero?)

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.