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28/4
2009

L’influenza suina è quando Calderoli ha la febbre

Secondo i miei calcoli ed i dati allora diffusi dai principali mezzi di informazione, la Sars avrebbe dovuto ucciderci tutti entro il 20 Settembre 2003. Quindi non starei troppo in ansia per l’influenza suina. D’altra parte, le statistiche parlano chiaro: 152 morti in Messico, nessuno nel resto nel mondo. Anche i contagiati, negli estados unidos o in europa, guariscono, perché c’hanno un anticorpo naturale: i soldi per curarsi.
Perché tanto allarmismo sui giornali, allora, si chiederanno i miei piccoli amici? Il sociologo risponde. Prima di tutto, sta scemando l’interesse per i terremotati, l’abbraccio collettivo si sta allentando, l’euro che abbiamo generosamente donato probabilmente è già servito a pagare il caffè a qualche sottosegretario all’emergenza, nonostante gli aquilani continuino a vivere nel fango delle tende in attesa di un miracoloso g8 o almeno che smetta di piovere. E poi, e soprattutto, dato che come ogni giorno da quando il nonno ha avuto la malsana idea di scendere dagli alberi e guardarsi intorno abbiamo la chiara percezione che il mondo è uno schifo e non si può andare avanti così, noi umani come specie siamo piuttosto eccitati dalla prospettiva che il mondo debba finire, stia per finire, sia praticamente sul punto di finire per colpa del dispetto degli dei o dei nostri peccati o della malizia della natura. La fine del mondo, sì, ci spaventa, e come tutte le cose che ci spaventano ci emoziona ed un po’ ci attira. Fidatevi, Dario Argento ed il parrucchiere di Morgan ci si sono fatti sopra una carriera. A spulciare la storia, millenaristi lo siamo sempre stati, prima c’era Yog Sothoth che doveva divorare il mondo, poi il giudizio universale, poi l’incubo atomico, adesso il riscaldamento globale, la pandemia e l’esaurimento delle risorse. Abbiamo sempre paura, quando cala la notte e le giornate si accorciano, e d’altra parte mai che facciamo seriamente qualcosa per limitare i possibili rischi, per scongiurare la crisi prima che sia troppo tardi. La gente continuava a peccare come bestie, continua ad inquinare e ad ammassare i maiali l’uno sull’altro, e continua ad avere paura. Perché ci piace, la fine del mondo è la nostra massima ambizione. Perché sarà pur vero che l’importante non è la meta ma il viaggio, come dicono i saggi, ma se non c’è un traguardo a noi che importa di viaggiare, che senso ha? Mica siamo saggi, noi.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.