10/3
2008

L’uomo del secolo

"Bello, vero? Con il sole si vede tutto il Pasubio. Pensati che ci abitavamo in 120, qui, ed ora siamo rimasti solo in sette o otto. Centoventi. Sono tutte case nuove, costruite dopo la guerra. I tedeschi avevano bruciato tutto, raso al suolo tutto, perché pensavano che dessero ospitalità ai partigiani. Hanno preso quindici giovani e li hanno mandati in Germania, perché credevano che fossero partigiani, ma non lo erano. Io no, io ero già in Germania da prima, ero partito nel ’41 e nel ’43 mi hanno catturato e mandato a lavorare in Germania. Sono stato a Dussendorf, Zirndorf, poi sono finito in Westfalia e da lì sono partito per tornare a casa, a piedi. Sono partito ad inizio Aprile e sono arrivato in Luglio. Eh sì, vivendo di carità. Fermavo le signore e chiedevo ’Bitter, Frau, [omissis]’ che significa: ’Mi scusi, signora, può darmi un pezzo di pane? Ho molta fame.’ Quando sono arrivato, ho trovato tutto distrutto, tutto bruciato, tutto da ricostruire. I quindici che erano stati portati via se la sono anche cavata, erano stati mandati a lavorare nei campi ed i contadini gli hanno dato qualcosa da mangiare, io invece sono stato un anno in una miniera di carbone, a millecinquecento metri di profondità, a scavare. Abbiamo ricostruito tutto. Eravamo in 120 dopo la guerra, poi il vento li ha portati tutti giù. El vento ’i gà portà tuti basso."

[Sotto la pioggia, nella foschia, la montagna permette strani incontri.]

Ma tu lo sai quant’è lontana la Westfalia?

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.