7/5
2010

La pericolosa vita di provincia

[Reperto 1: non si vive per lavorare, né si lavora per vivere.]
#: Questa è una di quelle riunioni che iniziano tranquille e finiscono con la gente che si butta giù dalle finestre.


[Reperto 2: nostalgia per la giovinezza.]
#: ... quindi questo mio amico tira fuori dalla tasca un coltello e...
G: Un coltello?
#: Beh, sì, negli anni Novanta tenevamo tutti un coltello in tasca. Erano anni pericolosi.


[Reperto 3: quando l’uomo con la roulotte incontra l’uomo con il fucile.]
#: E quindi posso lasciare qui la roulotte e poi venirla a prendere quando voglio, giusto? A qualsiasi ora, anche di notte?
Custode del dormitorio per roulotte: Certo, quando vuoi. Però se sento dei rumori dopo le dieci e mezza di sera, io esco con il fucile e sparo basso. Non spreco un colpo in aria, con quello che costano le cartucce. Sai com’è, custodisco anche roba di valore qui dentro, può sempre trattarsi di un ladro. Poi se invece è un cliente mi dispiace... quindi è meglio se mi avverti prima di passare.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.