9/4
2014

La verità è che non mi piacete abbastanza

Ultimamente scrivo poco di politica. Scrivo poco e basta, a dire il vero, o scrivo molto, a seconda del periodo di riferimento con cui mi confronto. Ma in ogni caso, poco di politica. Forse perché la politica italiana è diventata grottesca, ed il grottesco non è proprio il mio genere. Preferisco, chessò, le saghe epiche: Berlusconi era un cattivo da saga epica*, aveva un esercito di psicopatici disposti a tutto, risorse economiche inesauribili ed una passione smodata per tutto ciò che era malvagio ed ingiusto. Per non parlare del vulcano in giardino! Renzi è solo lo spinoff di uno sceneggiatore a corto di idee. Non mi interessa neanche, Renzi, potrebbe trasformare il Paese in una dittatura Renzocratica e rende obbligatorio battezzare “Matteo” tutti i primogeniti maschi e continuerebbe a lasciarmi indifferente.

A Dicembre è morto il Dottor Menzio, da allora promosso idealmente Dottor Fu Menziù. Era un gatto, certo, ma il dolore provocatomi dalla perdita di quell’ottuso mammifero così palesemente arretrato sulla scala evolutiva è stato molto più forte e duraturo di quel che potevo immaginare. E’ stato il cuore, una malattia gattesca di cui ho già dimenticato il nome, dopo avermi costretto a curarlo con pastiglie e mezze pastiglie e quarti di pastiglia tutti i giorni, per mesi. La malattia ci unisce, la malattia ci seppellisce. Con lui è scomparso un universo intero.

Prendiamo anche Ratzinger, ad esempio. Un gigante. Quando si affacciava a Piazza San Pietro, aveva uno sguardo che faceva incenerire i gerani sui balconi di Montesacro, faceva convertire al cattolicesimo i punk emiliani. Ratzinger era un uomo che deteneva palesemente le chiavi del regno dei cieli, e le usava per sgozzare gli agnelli nei riti satanici. Resosi conto di vivere in un’epoca troppo rammollita per lui, il povero rottweiler d’Iddio ha ceduto il posto a quel teletubbie di Papa Francé, con i suoi buonasera e le telefonate ai moribondi ed il sorrisino buono da nonno rincoglionito. Ed io dovrei scrivere di Papa Francé? Le mie penne sono intinte nell’odio, non sono adatte alla farsa melensa del prete buono che vuole bene ai poveri e riconcilia l’occidente disincantato con la Chiesa cattolica, altrimenti scriverei sceneggiature per la Rai.

Da qualche mese frequento un corso di medicina tradizionale cinese, pur non essendo io né medico, né tradizionalista, né cinese. L’idea ovviamente è quella di mettermi a praticare la stregoneria sulla gente ed arricchirmi, o almeno impoverire gli altri fino a portarli al mio livello. D’altra parte non è che io sia neanche particolarmente convinto dei fondamenti teorici della medicina tradizionale cinese. Non lo sono neanche dei fondamenti della medicina scientifica occidentale, del resto. Virus, microbi, meridiani, punti shu, cistifellea… Fondamentalmente non credo più a niente di invisibile, solo agli effetti che l’invisibile produce.

Anche nella lega c’è stato un passaggio di testimone, travolto dall’età e dallo scandalo di non avere più nessuna scusa per non fare quello che da anni prometteva di fare, Bossi ha abdicato in favore di Salvini. Io non parlerò male di Salvini perché altrimenti dovrei ammettere che Darwin ha fallito, però a livello di statura politica non c’è paragone. Bossi si infuriava, s’infervoriva, brandiva metaforica fucili e guidava le sue metaforiche armate a spezzare la schiena a magistrati poliomelitici, Salvini non sa neanche pulirsi il culo senza far cadere lo spazzolino da denti. Certo le sparate da Quarto Reich le fa anche lui ma non ci crede, si vede che non ci crede, lo fa solo per lo spettacolo ma a questo punto anche tutto il razzismo e l’antieuropeismo ed i deliri secessionisti sanno un po’ di manierismo, di minestra riscaldata per i quattro allocchi che ancora ci vogliono credere per forza, nostalgici affezionati a quei loro miti anni Ottanta ed incapaci di adattarsi a vivere nel mondo reale, come i fan di Vasco Rossi.

Ecco, niente, alla fine mi avete fatto parlare di politica. Avevo iniziato a scrivere pensando a tutt’altro, ma fate sempre così, voi. Voci nella mia testa, profumi lontani. Scrivo per voi, per voi suono la cetra sulle rovine fumanti.

* Nella saga epica che proietto nella mia testa amo credere che Berlusconi sia morto tre anni fa, trafitto da una sentenza avvelenata scoccata a tradimento da Napolitano. La realtà, sempre più squallida, tende a smentirmi.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.