6/5
2009

La zanza tigre e il dragone

So che alcuni di voi sono in ansia di sapere com’è andato il mio consueto rendez-vous annuale di tai chi a Jesolo Bay. A dire il vero lo so perché ho avvertito una perturbazione nella Forza, malgrado siate stati tutti così discreti da non chiedermi niente al riguardo.
Non siate in pena, è andato tutto nel migliore dei modi: tre giorni di sole, mare e roulotte, trascorsi a faticare in spiaggia ed in pineta e conclusisi con un faticoso rito di passaggio superato ancora una volta grazie alla clemenza della corte. Son soddisfazioni, anche se ovviamente il piccolo monaco taoista che è in me disdegna di trastullarsi in simili pensieri celebrativi (tutto il resto di me, invece, esulta come una scimmia ubriaca che balla nuda su un albero di banane).

(per dire il contegno)

Approfitto dell’occasione, già che in ’sto periodo non ho molta voglia di scrivere, per dedicare un pensiero alle diverse centinaia di zanze tigri che mi hanno punto mentre io mi impegnavo a bilanciare lo yin con lo yang o a farmi comunque i fatti miei: spero di aver spiaccicicato la maggioranza di voi zoccole, e che Berlusconi vada alla festa di compleanno delle superstiti.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.