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2013

Le Dolomiti nel Paese dei Gatti

"Appena fu sorta la Luna, arrivarono sul monte sette Salvàni, che si disposero in cerchio e cominciarono a fare da ogni parte strani movimenti, come se afferrassero qualche cosa d’invisibile; le loro manine si agitavano e s’incrociavano nell’aria come le onde di un torrente in piena. Il principe osservava con meraviglia questo lavorio, e finalmente chiese ai nani che cosa stessero facendo.
- Filiamo la luce della Luna, - gli risposero.
Infatti, dopo non molto tempo, nel mezzo del cerchio formato dai nani apparve un piccolo gomitolo luminoso, che diffondeva intorno un chiarore tenute ed uguale. I nani continuarono a lavorare attivamente; un’ora passava dopo l’altra e il gomitolo cresceva, cresceva, finché prese l’aspetto di un grosso involto."

Arrivato a questo punto della lettura, mi sono interrotto di colpo. La scena mi era sinistramente familiare, avendo appena finito di leggere i primi due volumi di 1Q84 di Murakami. I Little People, intenti a filare la luce lunare fino a crearne un grosso gomitolo, una crisalide d’aria, in cerchio, in silenzio. Ma dal bozzolo, in questo racconto, non sarebbe uscito un inquietante Doppelgänger, bensì fili e fili di tessuto argenteo per ricoprire completamente le cime delle Dolomiti, così che la figlia del Re della Luna non morisse di malinconia per la sua terra natia e potesse rimanere sulla Terra accanto al principe innamorato.

Un banale plagio, un omaggio naive? Possibile, ma improbabile. Il brano che ho riportato proviene verosimilmente da un’antica leggenda ladina, pubblicata nel Novembre del 1925 dal buon Carlo Felice Wolff con il titolo "I Monti Pallidi".

Poi dicono che tutto è già stato scritto. Dicono anche l’inconscio collettivo.
Ma io dico "flusso canalizzatore".

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.