27/11
2007

Le avventure del giovane guerriero Tai-C, vol. 2

Non sono mai stato un dormiglione ma, lo ammetto, qualche volta mi piacerebbe alzarmi all’alba. L’imminenza del primo esame di Tai Chi mi ha invece spinto ad anticipare la sveglia di altri dieci minuti, così da potermi dedicare ogni giorno ad un breve allenamento mattutino. Per la maggior parte dei praticanti il primo esame si rivela più che altro una formalità, una verifica dei primi rudimenti appresi in un paio d’anni di esercizio, ma per quanto mi riguarda non va trascurata la possibilità che si riveli invece uno psicodramma a soggetto sulla legnosità delle giunture. Di conseguenza, perché non aggiungere un tocco di pathos? Potrei presentarmi con gli occhi da panda per il sonno perduto e gettarmi ai piedi del maitre piagnucolando: "Ma io ho studiatoooo...", mentre lui mi colpisce molto forte con il bastone.
In alternativa, c’è anche la possibilità che impegnandomi e continuando ad allenarmi io riesca a far fronte alle difficoltà congenite, colmare le mie lacune e superare l’ostacolo. O che un asteroide colpisca la terra, facendo posticipare l’esame. O che un cinese radioattivo mi morda donandomi tutti i suoi poteri. Pur partendo da una situazione fisicamente svantaggiata (fondamentalmente, non ho mai avuto voglia di fare un cazzo) sono piuttosto determinato a proseguire la mia carriera senza farmi troppo umiliare dalle migliori casalinghe della terza età vicentina le quali, rimanga tra noi, sono molto più toste di quanto le descrivano i luoghi comuni: per questo ho deciso di sfidare la mia impermeabilità allo sport ed alzarmi tutte le mattine molto presto, fare qualche esercizio, ripassare qualche forma, magari praticare un po’ di chi kung, fischiettando modestamente tra me e me il motivetto di Rocky. Se nel giro di qualche giorno non mi sentite più, probabilmente sarò caduto in letargo, o a caccia di cinesi radioattivi.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.