29/4
2013

Letta di classe

E’ nato, finalmente! Dopo sessanta giorni in cui la tragedia di dover vivere allo stato brado ci stava procurando un’ansia ormai insopportabile, ecco venire finalmente alla luce il governo Letta, ultima meravigliosa creazione del genio italico. Ci stanno dentro tutti, quasi tutti democristiani: inutile parlare di ex, si è ormai capito che quando uno nasce democristiano, il democristianesimo gli rimane dentro fino alla morte (e resurrezione dei corpi).

Certo il parto non è stato dei più semplici, c’è voluto sicuramente un bel po’ di mercanteggiare tra i vari partiti, le correnti e le fazioni, ma visto il risultato non si può dire che non ne sia valsa la pena. Quasi tutti esordienti, molte donne, persino una di colore (che vale come due minoranze, per cui doppiamente buona). I giornali e i telegiornali sono concordi nell’acclamare questa squadra di salvatori della patria e nell’augurare loro buon lavoro. I più ribelli ammettono almeno che, viste le circostanze, è quanto di meglio si potesse sperare e che non c’erano alternative ragionevoli, o irragionevoli, e comunque è tutta colpa di Grillo.

E certamente non vengo qui a difendere Grillo, dalle cui idee politiche sono piuttosto lontano. Il Governo dice che Grillo è un estremista, e il Governo è composto da uomini d’onore: anticipo quindi i tempi e mi adeguo anch’io al pensiero unico dominante. Viva il Governo! E abbasso il pericoloso estremismo grillino, che ha causato infiniti danni a questo Paese: la crisi economica, la disoccupazione, le imprese che chiudono, la fuga dei cervelli, la mancanza di diritti civili, i campi di detenzione per gli immigrati, le leggi ad personam, le stragi di stato, le privatizzazioni selvaggie, l’austerità, Ustica, Aldo Moro, la seconda guerra mondiale, il Biennio Rosso, Piazza Fontana, il Monte dei Paschi di Siena, la missione arcobaleno in Albania, la Moby Prince, la Vittoria Mutilata, l’interventismo, il brigantaggio, Vacanze di Natale a Cortina, Breccia di Porta Pia ed il Porcellum sono solo alcune delle colpe di cui Beppe Grillo si deve finalmente prendere la responsabilità, mentre l’acuto Alfano, il simpatico Franceschini e gli altri compagni di Letta si occuperanno di porre rimedio, restituendoci finalmente un Paese concorde e sereno, dove ogni torto verrà riparato, ogni ingiustizia giustiziata ed ogni devianza raddrizzata.

Del resto, con che coraggio schierarsi contro cotale uniformità di intenti? Penso sia dal Luglio del ’43 che un governo politico in Italia non godesse di un tale sostegno parlamentare ed è pertanto evidente come tanta armonia fosse proprio quanto gli italiani agognassero. Magari non del tutto consapevolmente, visto che hanno votato (tutti) per partiti che negavano fermamente l’opportunità di tale alleanza. Ma chi aveva dubbi, chi ancora ce li ha, presto non ne avrà più: dovendo difendere gli interessi congiunti del pidielle e del piddì, vale a dire di tutta la parte sana della Nazione, le migliori penne e le più belle facce del giornalismo nostrano sono già schierate al servizio del Bene Più Grande. Lo schiacciassassi della propaganda lavorerà per trasformare ogni pensiero dialettico in fine ghiaino. Avete sentito qualcuno parlare ancora di inciucio, in questi giorni? Di mercato delle vacche? Beh, ne sentirete sempre meno. All hail to the grosse koalition!
Allo stesso tempo, se la storia insegna qualcosa, i nostri amati amici dei servizi si saranno già attivati per dare a loro volta una mano e ripristinare la pace sociale: magari con un attentatino lì, una rivendicazioncina là, si sa che in Italia si trova sempre uno "squilibrato" a disposizione quando c’è da riportare l’equilibrio, o un "anarchico" quando bisogna spingere le masse ad invocare l’ordine e la disciplina. Magari un dossier equivoco finisce sulla scrivania di qualche prezzolato direttore di giornale, o qualcuno viola la casella di posta di una deputata. Messaggi vengono mandati e ricevuti, le divergenze si appianano. Verso la Suprema Armonia.

L’importante naturalmente è che i mercati approvino, lo spread scenda, la borsa salga, il popolo ricominci a comprare ed eventualmente anche a votare correttamente. In caso contrario si disferà tutto, sempre nel maggiore interesse della Nazione, e... suppongo Oceania tornerà ad essere spietatamente in guerra con Eurasia, com’è sempre stato. Non possiamo che essere d’accordo.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.