11/3
2008

Votantonio votantonio votantonio

Campagna elettorale, puah. La polemica sull’aborto, il diritto alla vita, l’ingerenza clericale, la centralità della famiglia, le liste chiuse, le quota rosa, la sicurezza, la concorrenza, la spesa pubblica, la crisi del dollaro, Malpensa, i programmi stracciati, i postfascisti e i neofascisti e i quaquaraquà. Tutti questi argomenti ci sfiancano inutilmente ogni giorno.
A quale paese bisogna pensare, per trovare qualcuno che provveda a:
- una politica del lavoro, che ridia una parvenza di dignità al fatto che ci rompiamo le palle otto ore al giorno (otto ore! quasi tutta la nostra vita da svegli!) costruendo oggetti superflui e fornendo servizi idioti che poi noi stessi dovremmo comprare? E se proprio non riescono a dargli la dignità, potrebbero almeno pagarci. Inoltre, finiamola con questa storia che anche gli imprenditori sono lavoratori, la definizione di lavoratore è "chi lavora", non "chi si compra il Cayenne con gli interessi delle speculazioni finanziarie". Compratevi un dizionario.
- una politica dei consumi, che incentivi a ridurre gli sprechi, rendere disoccupati i pubblicitari della tim e spezzare le ginocchia a chi vende il pane a tre euro e mezzo al chilo? In senso figurato, naturalmente. Con una mazza da golf figurata.
- una politica delle comunicazioni, che renda pubblica la televisione "pubblica" ed impedisca a chi controlla i mezzi di comunicazione di massa di prendere possesso anche del parlamento? Nel caso nessuno se ne fosse accorto, siamo nel 2008. Dal 1994 sono passati 14 anni (2008-1994=14). Non so se mi sono spiegato.

Poi tutto il resto, con calma, con naturalezza, senza dimenticare nulla: la scuola, la sanità, la giustizia, i diritti civili, l’invasione di Città del Vaticano, l’abolizione della proprietà privata, l’egalité e la fraternité. Dimenticavo la politica estera, con l’indispensabile abolizione dell’erasmus per migliorare l’immagine dell’italia nel mondo, oggi compromessa da un esercito di studentelli alcolizzati. E poi rose, Violet Carson per tutti.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.