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4/2
2009

MoralitÓ, citofonare Silvio

Probabilmente lo zio di BerlusconiOggi Berlusconi, trovandosi per caso a parlare in uno dei suoi telegiornali, ha gradito sottolineare come le recenti vicende giudiziarie a carico di PD e l’Italia dei Valori dimostrino che non ci sia nessuna superiorità morale della sinistra, anzi, che non c’è mai stata, anzi, che quelli non sanno neanche dove stia di casa, la moralità.
A prescindere dal fatto che trovo molto generoso da parte del nostro kaiser definire "sinistra" il PD e l’Idv, le sue osservazioni potrebbero sembrare un po’ approssimative. E’ vero, anche nel Partito Democratico ci sono ladri e furfanti vari, è quello che succede quando da un lato si cooptano i superstiti della DC e dei socialisti, che quelli non sanno stare con le mani nelle (loro) tasche, dall’altro si rottamano ideologia ed etica a favore di un pragmatismo che ha preso la forma di compromessi sempre più meschini, non solo a livello amministrativo. Non mi risulta, però, che gli inquisiti del PD si siano fatti leggi ad hoc per evitare i processi, quindi almeno nel loro caso potranno essere i giudici a valutarne la condotta ed eventualmente persino a somministrare condanne, nel futuro assai remoto in cui quei processi finiranno; inoltre, tutti i reati di cui vengono accusati gli esponenti dell’opposizione, messi insieme, non arrivano neanche a scalfire il poderoso curriculum del nostro premier e dei suoi scherani. Discorso a parte merita l’Italia dei Valori, che c’ha tanti difetti e nun me piace, ma ha al suo attivo una quantità di capi d’imputazione veramente ridicola, pari più o meno a quella che un Previti accumula in una notte di sonnambulismo. Per non parlare dei famigerati "rubli macchiati di sangue" sui quali sarebbero campati per anni gli ex-comunisti, tirati in ballo da un tizio le cui fortune personali hanno origini quantomeno, umpf, poco trasparenti.
Insomma, sul piano giudiziario si tratta ancora di una sfida tra il Brasile del crimine e la squadretta della parrocchia, che c’ha tante buone (cattive) intenzioni ma manca di talento, esperienza, coraggio. Eppure, questa faccenda della "falsa superiorità morale" è da sempre uno dei cavalli di battaglia preferiti del nostro lider minimo, come dimostrano le passate accuse contro Prodi e compagnia bella, poi rivelatisi infondate, e le varie commissioni manovrate ad arte e poi smascherate come pietose farse. Berluscoccio ci gode nel portare tutti al minimo comune denominatore, nel livellare tutto verso il basso, perché lo fa sembrare una persona migliore, perché le malefatte degli altri ridimensionano le sue, e soprattutto perché seminare l’impressione che " sono tutti uguali, rubano tutti alla stessa maniera" non fa che aumentare quel distacco dalla politica e quel senso di insicurezza che tanto giovano alla destra. Dal disprezzo per i politici al rifiuto della politica intesa come partecipazione alla vita sociale e civile il passo è breve: se tutti sono ladri, io non voglio averne niente a che fare, ci vuole qualcuno che li metta in riga, ci vuole il piglio deciso, l’uomo che sa ottenere quello che vuole. Se tutti sono ladri, meglio che rubi uno solo, il più bravo.
D’altra parte, quel vecchio barboso di Durkheim suscitò una certa indignazione, ai suoi tempi, quando sostenne che la moralità non è altro che la media dei comportamenti di una società in un determinato periodo. Il Lestofante Capo l’avrà capito, che la scorciatoia per ottenere la parità morale è abbassare la percezione di quella "moralità media", e mi pare stia ottenendo un certo successo.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.