20/12
2011

Nel frattempo, altrove [2]

Wukan è un villaggio di pescatori e contadini nel Guandgdong, in Cina. Come in tutta la Cina, anche qui i funzionari locali del partito comunista espropriano con la forza i terreni agricoli per venderli agli speculatori edilizi, ennesima piaga dell’ipercapitalismo cinese, i quali vi costruiranno poi altre città fantasma, com’è già successo ovunque nel Paese. Questo naturalmente è uno dei problemi più sentiti da parte delle popolazioni rurali e negli ultimi anni ha dato vita a numerosi scontri ed a proteste, spesso represse con la forza dalla polizia o da mercenari assunti al bisogno.
Ma a Wukan, per qualche motivo, le cose sono andate diversamente. Dopo i primi scontri (ed i primi morti) gli abitanti del villaggio invece di arrendersi si sono ribellati in massa ed hanno cacciato i funzionari corrotti, dando vita ad un raro esperimento di autogestione. L’eccezionalità di Wukan consiste anche nel fatto che le forze di polizia, almeno finora, si limitano ad assediare il villaggio mentre al suo interno gli abitanti resistono ed insistono nel chiedere la restituzione delle terre, maggiore trasparenza e rispetto delle leggi. Il resto della Cina, perplessa, resta con il fiato sospeso chiedendosi cosa succederà in quel piccolo villaggio che resiste all’impero. Perché tutto questo sia importante per la Cina lo potete trovare chiaramente spiegato in quest’articolo di Simone Pieranni.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.