10/4
2012

Non guardare il Trota nell’occhio del tuo vicino quando c’è un Calderoli nel tuo

Tutti bravi a prendere per il culo il Trota, vorrei vedere voi quanto svegli sareste se i compiti di scuola ve li avesse corretti Umberto Bossi. Non che io voglia difenderlo. Renzo Bossi, oltre che evidentemente un leghista, è un arricchito, un disonesto, un bugiardo, un figlio di papà, un razzista, uno scansafatiche ed un ignorante. Avrò sicuramente dimenticato qualcosa, ma non seguo tutti i tiggì. Qui sull’internett lo si tiene d’occhio da un sacco di tempo, da quando ad ogni inizio estate sbatteva la testa contro l’esame di maturità dimostrando di riflesso l’ignoranza paterna e forse anche certe teorie lombrosiane rispolverate con nostalgia da tanti autentici democratici progressisti. Renzo Bossi è di certo un sacco di cose per essere un ragazzetto di vent’anni e un cazzo, simbolo e sintomo della cialtroneria leghista. E’ antipatico come suo padre, ma senza quel carisma maligno, è baldanzoso e arrogante, ma di quella spavalderia meschina di chi prima di fare lo sbruffone controlla sempre di avere le spalle coperte ed una via di fuga pronta. E’ il Trota, il brillante tontolone della politica italiana, il più giovane ad essere stato eletto per omonimia e probabilmente anche il più giovane ad essersi fatto beccare con le mani nella marmellata. Io l’ho ascoltato solo una volta mentre parlava in tivù, e mi è sembrato soprattutto un ragazzo molto triste, cresciuto nel mito di una figura paterna troppo ingombrante e allo stesso tempo completamente assente. Non voglio ancora difenderlo, ci sono un sacco di figli di puttana molto tristi in giro ed un sacco di orfani che non sono diventati stronzi come lui. Ma Renzo Bossi, in tutta questa storia ed in tutta la sua storia, mi sembra più che altro una figura patetica, una macchietta: ignorante, razzista, arrogante, figlio di papà, ora anche ladro, traditore, nemico della patria (padana) e soprattutto capro espiatorio, vittima predestinata ad essere sacrificata affinché il partito possa spacciarsi per ripulito. Una pedina, vittima non certo innocente di un gioco molto più grande di lui. Altro che circonvezione d’incapace ai danni del padre: è Renzo ad essere stato immolato per far sembrare innocente quell’infame di suo padre, è lui che viene esposto al pubblico ludibrio per far apparire onesta la banda di razziatori che lo manovra, sono i suoi spicci per la benzina ad essere messi davanti alle telecamere per salvaguardare i più loschi giri di appalti e fondi neri. Il Trota, con il suo diploma tanto faticosamente comprato e le sue macchine di lusso, probabilmente scomparirà dalla scena politica italiana almeno per un po’, almeno fino a quando si farà più furbo. Forse ci toglieremo dai piedi anche suo padre, che se non altro in disonestà gli è stato maestro. Resteranno i disonesti, i bugiardi, i figli di papà, gli arricchiti, i razzisti, gli scansafatiche e gli ignoranti, quelli che si arraffano non solo una laurea ma tutta la scuola, non solo un’auto ma le autostrade intere, non solo i biglietti da cento ma tutta la banca, resteranno i beoti che li votano e i geni che non sono mai stati neanche rimandati, ma che a volte scambiano gli specchietti con le allodole tenendo troppo in gran conto l’intelligenza propria ed altrui.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.