21/1
2011

O brothel, where art thou?

L’altro giorno ero lì su internet che cercavo di spedire un bonifico a Ruby e ad altre povere ragazze perseguitate a causa della malvagia pubblicazione dei propri numeri di telefono sui quotidiani giudobolscebicomassonici, quando mi sono imbattuto per caso in un articolo sul nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Stupito, ho notato che non raccontava delle sue ultime avventure galanti e non riferiva le sue più esilaranti esternazioni, ma riportava le dichiarazioni di un certo pentito secondo il quale ci sarebbe proprio lui dietro le stragi del ’93. Non è la prima volta che si sentono queste voci e come sempre vanno valutate, dimostrate, provate, mica si può infangare un uomo onesto con tanta leggerezza. Tuttavia, mi son detto, si parla pur sempre del possibile coinvolgimento del Prez in una serie di bombe mafiose che hanno causato dei bei morti. Non sta a me stabilire se tutto questo sia vero o meno, pago un sacco di tasse per far lavorare i giudici al posto mio, ma in un Paese democratico serio questa sarebbe comunque una notizia della massima importanza, ne parlerebbero tutti, potrebbe far cadere un governo; persino se fosse uscita in Italia solo qualche anno fa non sarebbe finita certo schiacciata tra il gossip e la cronaca nera. D’altra parte, sono pure abbastanza convinto che in una dittatura seria questa notizia non sarebbe apparsa per niente, non ne avrebbe parlato nessuno, tutti zitti ad acclamare il premier, a guardare la parata militare o quel genere di cose che si fanno nelle dittature. È stato allora, tra la realizzazione che non verranno a salvarci manco i caschi blu e la visione di un futuro in cui solo il gossip è lecito e tutta l’Internet è censurata tranne i siti porno, che mi è sorta spontanea la domanda: ma noi qui, questo posto, cosa diavolo siamo diventati?

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.