1/9
2010

Ode alla tipa che mi stava davanti oggi in macchina

Dovete sapere che io, sotto questa dura scorza di ex-alcolista semianalfabeta, celo un animo da poeta. Solitamente mi vergogno di lasciar trasparire questo mio lato dolce e sensibile perché ho paura che i miei compagni di scuola mi picchino (anche se non vado più a scuola, sono certo che mi tengono ancora d’occhio). Certe volte però alcuni fatti della vita mi colpiscono in modo particolare e non posso fare altro che arrendermi al flusso di poeteria che mi sgorga spontaneo dal cuore. Com’è successo oggi, mentre in pausa pranzo correvo a casa, o per meglio dire cercavo di correre a casa, e mi è capitato di incontrare questa tizia bionda, credo, ma comunque chissenefrega, che guidava con la stessa spericolatezza con cui una vecchia guida il proprio carrello alla coop, ed io non la potevo superare perché c’era molto traffico e non la potevo picchiare perché eravamo ciascuno nella propria auto (inoltre picchiare la gente è sbagliato) e non la potevo bestemmiare perché stavo già bestemmiando ed improvvisamente ho avuto una di quelle illuminazioni di cui parlavo prima ed allora ho pensato di dedicarle una poesia.


(Adesso immaginatevi che si abbassino le luci ed entri io vestito da poeta con un machete in mano)



Ode alla tipa che mi stava davanti oggi in macchina

O bionda pavida che guidi senza fretta
e concedi a tutti buona precedenza
al limite stai largamente sotto
e lasci attraversare la vecchietta,

ti confesso per quello che mi spetta
che invece io avrei una certa urgenza
di certo mi si scuoce già il risotto
e al pranzo vorrei ir come saetta.

Ma superar non posso la twa twingo
per via di questo traffico elevato

[così]

alla prossima rotonda io ti spingo
contro un rombante autoarticolato.




(io e la metrica non ci conosciamo neanche)

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.