Borghezio a riconoscersi nelle parole e nelle idee di Anders Be" />

26/7
2011

Pregasi distinguere tra estremismo ed ultraestremismo

Ha ragione Borghezio a riconoscersi nelle parole e nelle idee di Anders Behring Breivik, il cazzillo biondillo assassino norvegese. Ha ragione, perché sono le sue stesse parole, le sue stesse idee, potrebbe averle scritte lui. In quelle millecinquecento pagine di cazzate che nessuno leggerà mai fino in fondo se non per lavoro, in quegli sragionamenti scopiazzati da wikipedia, da unabomber e da qualche slashfiction dell’Orlando Furioso in versione Frank Miller, ci sono tutti i punti di forza del pensiero leghista, prima ancora che di quello nazipop il quale pure a Borghezio non dispiace. Non si discute su croci uncinate o divinità vichinghe nel manifesto di Breivik, ma di Eurabia, multiculturalismo, radici cristiane e supremazia storico-culturale. Potrebbe averlo scritto la Fallaci, quel documento, se solo non fosse così irrimediabilmente morta. Potrebbe averlo scritto lo stesso Borghezio, se solo sapesse, o Gentilini, o uno qualsiasi dell’ala esaltata di quel loro rivoltante partito. Le azioni di Breivik sono l’ennesima traduzione in pratica di quelle parole, sono il portare coerentemente a compimento quelle idee: prendere in mano i famosi fucili e sparare, ribellarsi con la forza ad un governo buonista e troppo permissivo, porre fine al dialogo e passare alle maniere forti, uccidere i traditori della cultura e dell’identità nazionale, compiere un gesto atroce ma necessario a risvegliare le masse addormentate. Oklahoma City, ma anche tutto lo stragismo nero italiano. Com’è che si diceva da noi, poco tempo fa? E’ ora di "essere cattivi"? Breivik è stato cattivo. Certo è più facile essere cattivi quando si minaccia o si infiamma la folla dall’alto di un palco, o tippettando sconsideratamente sulla tastiera di un quotidiano, ma Breivik sfortunatamente non si è limitato a scrivere al giornale.

Borghezio però allo stesso tempo prende le distanze dai propositi di violenza e dal terrorismo assassino "stile Al Qaeda" del templare norvegese, ipotizza complotti giudoplutomassonici volti a screditare le sue idee peraltro "profondamente sane". Lui e i suoi, evidentemente, quando negli ultimi vent’anni hanno parlato di fucili e rivoluzioni mentre ripetevano sostanzialmente gli stessi concetti di Breivik lo facevano così, per dare colore al discorso, e lo stesso fanno le decine di leader politici, intellettuali e giornalisti che in tutta europa e nel mondo condividono la sua stessa linea di pensiero. Va bene, quindi, avete delle idee di merda che io non condivido, volete porre fine al multiculturalismo, al relativismo, al buonismo, al laicismo, al femminismo, al comunismo, al kebabbismo, volete porre fine ad una serie di cose che in gran parte non esistono neppure per sostituirle con un’improbabile omogeneità culturale, religiosa e/o razziale, ma lungi da voi l’idea di farlo con la violenza, se ho ben capito, la violenza la predicate a scopo retorico ma se qualcuno la mette in atto non è dei vostri, è un pazzo isolato pilotato dal mossad. OK. Ci credo. Prendo nota che quando Borghezio parla di "risposta identitaria e cristiana di tipo templare" al dilagare delle idee mondialiste e all’invasione islamica ha in mente dei cavalieri templari nonviolenti e placidamente inseriti in un contesto democratico, dei templari paciocconi che respingono l’avanzata dei saraceni facendo pascolare i maiali lungo la linea gotica e spostando progressivamente sempre più a nord i ministeri. Non vedo perché non credergli, mi sembra una così brava persona.



(Di quell’altro infame che ha scritto quella cosa sui bambini che avrebbero dovuto difendersi invece che farsi ammazzare non scrivo invece neanche il nome, altrimenti si sporca di merda il monitor.)

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.