22/10
2009

Basterebbe smettere di votarlo

Va così, che qualcuno attiva su Facebook un gruppo "Uccidiamo Berlusconi" e questo gruppo raccoglie migliaia di fan, migliaia di fanfaroni che parlano parlano e nisba, dopo chissà quanto tempo qualcuno dei nostri beneamati politici se ne accorge e
"Ooooohhh... C’è qualcuno che vuole del male a Berlusconi, non l’avrei mai detto!"
da cui ne consegue l’unica risposta possibile da parte del potere costituito, ovvero
"Arrestiamolo."
"Ma è un sito."
"Allora chiudiamolo."
E tutti quanti
"Ooooooohhhh... Ma come lo chiudono! Io mica lo pensavo che non si potesse chiedere a gran voce un killer che uccida Berlusconi!"

Babbei.

Babbei schedati dalla digos, immagino.

Ed il Partito PseudoDemocratico, questa congrega di oranghitanghi, cosa fa? Sente che questi vogliono chiudere la pagina contro Berlusconi e con grande arguzia invoca
"Allora chiudete anche le pagine contro Franceschini e gli altri idioti del nostro partito!"

Superbabbei.

Gli amministratori del gruppo, intanto, si difendono affermando che la loro era una goliardata, una provocazione. Del resto se le cazzate uccidessero, Berlusconi sarebbe morto suicida da molto tempo. La pensa diversamente il ministro Maroni, che riconosce un "problema di cultura". E ci vuole un problema di cultura per riconoscerne un altro. Sarebbe pericoloso, nota il ministro, se passasse "il concetto che uno può scrivere impunemente queste cose", col rischio "che poi a qualcuno venga in mente di metterle in atto", e sempre lui non riesce a capacitarsi "che ci sia qualcuno che possa esprimere l’intenzione di uccidere un’altra persona" ed auspica che si smetta fine a "questo atteggiamento di demonizzazione dell’avversario politico".

D’altra parte, come dare torto al ministro...



"Si va al voto, oppure facciamo la rivoluzione. Facciamo la lotta di liberazione. Ci mancano un po’ di armi ma le troviamo."
(citato in Bossi: subito al voto o rivoluzione armata, RaiNews24, 23 gennaio 2008]

"Penso che vinceremo le elezioni e cambieremo la Costituzione in senso federalista. Ma, se sarà come l’ultima volta, con i partiti che racconteranno un sacco di bugie sulla devolution, per non cambiare nulla, sarà l’ultima volta che il Parlamento del Nord e la Lega tenteranno la via democratica." (dal discorso alla seduta del "Parlamento del Nord" del 2 marzo 2008 a Vicenza; citato in Bossi: vogliamo la Padania libera. Vinceremo e cambieremo la Costituzione, RaiNews24, 2 marzo 2008)

"Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili." (Umberto Bossi, citato ne Il Corriere della sera, 6 aprile 2008)

"Noi i fascisti li teniamo sotto tiro con il Winchester." (Umberto Bossi, da Il Mattino,8 aprile 2008)

"L’esercito albanese ha lasciato caserme e armi incustodite: se accadesse da noi in Italia sapremmo noi cosa farcene." (Umberto Bossi, da Il Mattino,8 aprile 2008)

"Ho fermato trecentomila bergamaschi pronti a imbracciare il fucile." (Umberto Bossi, da Il Mattino,8 aprile 2008)

"Se Berlusconi mi telefona gli faccio sentire il rumore del mio revolver." (Umberto Bossi, citato ne Il Mattino, 8 aprile 2008)

"Avremo tutti il mitragliatore in mano e sarà un piacere portarmene un po’ all’altro mondo." (Umberto Bossi, citato ne Il Mattino, 8 aprile 2008)

"Questa è l’ultima occasione: o si fanno le riforme o scoppia un casino. Se la sinistra vuole scendere in piazza abbiamo trecentomila martiri pronti a battersi. E non scherziamo... mica siam quattro gatti, verrebbero giù anche dalle montagne con i fucili, che son sempre caldi." (Umberto Bossi, citato in «Se la sinistra vuole scontri, io ho 300mila uomini. I fucili sono sempre caldi», Corriere della sera, 29 aprile 2008)



...Ci sono provocazioni e provocazioni.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.